Sabato, 25 Settembre 2021
Politica

Sostegno al reddito, Lauri (SEL): «Rivolto anche a lavoratori senza reddito minimo»

Lo ha dichiarato Giulio Lauri, Capogruppo di Sel in Consiglio regionale: «Questa misura sperimentale, che nel primo anno godrà di uno stanziamento iniziale di circa 25 milioni di euro, è un primo passo nella riorganizzazione di un welfare regionale che attualmente vale 500 milioni di euro»

"L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. La Costituzione ha promesso la piena occupazione, ma dopo 70 anni purtroppo dobbiamo prendere atto che quella promessa è ancora molto lontana dall'essere pienamente attuata. Per questo dobbiamo essere orgogliosi del fatto di essere la prima regione italiana a varare, anche grazie a un uso responsabile della specialità e ai benefici per il bilancio che ne derivano, una misura di sostegno al reddito che in realtà spetterebbe allo Stato: da anni anche in Italia tutti ne parlano, in FVG noi lo facciamo".

Lo ha dichiarato Giulio Lauri, Capogruppo di Sel in Consiglio regionale, intervenendo in Aula nella discussione generale sulla legge che introduce il sostegno al reddito. "Rispetto a tutto il resto d'Europa, infatti, l'Italia è in ritardo nel vedere attuata una misura di sostegno al reddito rivolta a chi non riesce a stare sopra una soglia di dignità minima che la stessa Costituzione a parole garantisce a tutti", ha continuato Giulio Lauri. giulio lauri-2

"Il carattere di novità di questa misura è che non si rivolge solo alle famiglie o a chi vive una condizione strutturale di disagio sociale, ma anche alle tante persone che lavorano - da dipendenti e sempre di più con forme di lavoro precario o autonomo - ma che non riescono a ricavare un reddito minimo per vivere con dignità".

"Il welfare di questa regione deve essere riformato. Questa misura sperimentale, che nel primo anno godrà di uno stanziamento iniziale di circa 25 milioni di euro, è un primo passo nella riorganizzazione di un welfare regionale che attualmente vale 500 milioni di euro, distribuiti però in modo incoerente e iniquo, con da un lato contributi consistenti che vanno anche a soggetti che hanno fino a 30mila euro di Isee e dall'altro tante persone che hanno redditi molto più bassi che non vedono ancora soddisfatti alcuni diritti costituzionali elementari. Un primo passo, perché la nostra ambizione è di rivedere in modo organico l'intero welfare regionale, per fare in modo che in un momento storico in cui sempre più persone vivono una condizione di crisi, il sostegno nella ricerca di un lavoro adeguato e quello per raggiungere un reddito di dignità vada innanzitutto a coloro i quali ne hanno più bisogno."

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