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Sostegno al reddito, Sergo (M5s): «Necessaria chiarezza su assegnazione: i cittadini si sentono abbandonati»

«I problemi sono dovuti alla scelta della Giunta Serracchiani di affidare i controlli e l'erogazione degli assegni all'Inps, ma anche alle difficoltà di reperire gli assistenti sociali che solo pochissimi ambiti hanno potuto ottenere»

Il portavoce del M5S in Consiglio regionale Cristian Sergo in una nota auspica si possa far chiarezza su alcune modalità di assegnazione della Misura di inclusione attiva e di sostegno al reddito (Mia) che stanno mettendo in difficoltà molti cittadini.

Il consigliere evidenzia come quotidianamente arrivino segnalazioni di cittadini beneficiari Mia che ormai da mesi non ricevono più nulla, vivendo in una costante situazione di disperazione: «persone che si sentono abbandonate dalle istituzioni e alle quali non vengono date le informazioni corrette su quanto stia avvenendo».

«I problemi - sottolinea Sergo - sono dovuti alla scelta della Giunta Serracchiani - criticata fortemente dal MoVimento 5 Stelle - di affidare i controlli e l'erogazione degli assegni all'Inps, ma anche alle difficoltà di reperire gli assistenti sociali che solo pochissimi ambiti hanno potuto ottenere».

«Oggi però - fa sapere il consigliere pentastellato - siamo venuti a conoscenza di una lettera che è stata spedita ai beneficiari della misura che dovrebbero godere del rinnovo previsto per legge».

«Così, ecco che a Monfalcone spunta il "pre-patto": un nuovo documento del quale, in due anni dall'approvazione della 15/2015, non avevamo mai né sentito né letto da nessuna parte. Non è previsto, infatti, né dalla legge regionale né dal regolamento attuativo. A nostro avviso si tratta solamente dell'ennesima lungaggine burocratica fatta da chi lamenta eccessivi vincoli e procedure. Una cosa senza senso che condanniamo senza se e senza ma».

«La legge è chiara sul punto - precisa il consigliere -; per ottenere il rinnovo deve passare almeno un bimestre dall'ultima mensilità corrisposta e non più di sei mesi. Invece, a quanto pare, molti servizi sociali hanno lasciato correre ben oltre i due mesi ma avrebbero dovuto rinnovare la misura alla stesura del patto. Per il M5S è inaccettabile che a un cittadino, dopo sei mesi, si faccia compilare un pre-patto, per poi, successivamente, tornare a stringere il patto di inclusione».

«C'erano 180 giorni di tempo per farlo e non è stato fatto nulla e stiamo parlando di un rinnovo di interventi già previsti nel precedente patto».

«Speriamo - conclude Sergo - che si possa far chiarezza anche su quest'ultima invenzione che a noi sembra l'ennesima "genialata" per prendere tempo, mettendo in ulteriore difficoltà chi ha bisogno della Misura di inclusione attiva e di sostegno al reddito anche solo per fare la spesa».

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