Giovedì, 5 Agosto 2021
Politica

Stop trascrizioni matrimoni gay e rete “Ready”, Psi: «Gay Pride Alpe Adria a Trieste nel 2017»

Lo dichiara Gianfranco Orel, segretario cittadino del Partito Socialista Italiano « Più che guardare avanti, la nuova giunta a guida Dipiazza guarda all'indietro»

«Stop alla registrazione dei matrimoni gay contratti all’estero, stop all’adesione alla rete “Ready”e stop al “Gioco del Rispetto”».

Lo rileva in una nota Gianfranco Orel, segretario della Federazione di Trieste del Partito Socialista Italiano.

«Più che guardare avanti – sottolinea Orel - , la nuova giunta a guida Dipiazza guarda all’indietro. Un passato costellato di ingiustizie, dalla negazione di diritti, da discriminazioni. La precedente giunta, con una serie di politiche coraggiose, era riuscita a portare una ventata di diritti alla nostra città, non senza difficoltà e con un percorso tutt’altro che agevole». gianfranco orel-2

«Tutti gli sforzi – continua il segertario Psi - , in poche ore sono stati gettati alle ortiche dai nuovi amministratori, più attenti a cancellare quanto di buono fatto da Cosolini and co. piuttosto che pensare ad attuare politiche per il bene della città (si sa, fare politiche vuol dire prendere decisioni, talvolta impopolari, dunque meglio evitare. .e cavalcare piuttosto l’onda del populismo sfrenato..!) ».

«Quale miglior risposta – ancora Orel - a questa nuova ondata di omofobia e discriminazione se non l’organizzazione del primo, storico, Gay Pride a Trieste? Una manifestazione che, visto il carattere internazionale della città, potrebbe avere un respiro transfrontaliero. Un Gay Pride Alpe Adria, il primo in assoluto, coinvolgendo le vicine Austria, Slovenia e Croazia, tutte unite dal quel concetto di Europa che vede nella lotta alle discriminazioni ed ai razzismi uno dei suoi caratteri peculiari e fondativi».

«La sua organizzazione – sottolinea - ovviamente non sarebbe agevole, per cui andrebbe programmato per tempo, e pianificato per la primavera del 2017, un grande pomeriggio all’insegna dei diritti, dei colori, dell’uguaglianza, in opposizione alle politiche “pro family day” e “pro Sentinelle in Piedi” dell’attuale giunta “anni ‘50” ( e forse neanche, visto che la stessa Democrazia Cristiana su questi tempi non aveva un’idea univoca..) ».

«Avanti – esorta Orel - , la lotta ai diritti civili è appena iniziata! »

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