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Strage di Lampedusa, Trieste Apre Ulteriori Appartamenti e Amplia le Strutture Comunitarie per l'Accoglienza

Il vicesindaco Martini: «Ognuno è chiamato a interpellare la propria coscienza e a sentirsi corresponsabile» «In giorni drammatici come questi, segnati da una tragedia umana di proporzioni enormi, qual è quella successa giovedì al largo di...

Il vicesindaco Martini: «Ognuno è chiamato a interpellare la propria coscienza e a sentirsi corresponsabile»

«In giorni drammatici come questi, segnati da una tragedia umana di proporzioni enormi, qual è quella successa giovedì al largo di Lampedusa - ha dichiarato l'Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Trieste Laura Famulari - ancor più ci rendiamo conto di quanto sia indispensabile potenziare gli interventi per l'accoglienza anche nel nostro territorio, la cui caratteristica di crocevia tra i paesi dell'est Europa e del nord Europa lo rende, oltre che zona di sosta temporanea per le popolazioni comunitarie più povere, anche meta privilegiata di un gran numero di rifugiati, seppur in misura decisamente inferiore a quanto accade a Lampedusa».

«Da tempo la nostra provincia è interessata da rilevanti fenomeni migratori di profughi provenienti da zone di guerra o di conflitto interno, ad esempio, la ex Jugoslavia, l'Albania e il Kossovo - continua la Famulari -. Da metà 2012, però, la tipologia di immigrati si è orientata essenzialmente verso i paesi del Medioriente (Pakistan, Afghanistan) aumentando vertiginosamente il numero delle persone senza dimora presenti sul territorio del Comune, e le recenti crisi internazionali stanno ulteriormente modificando il quadro politico internazionale, con ovvie ripercussioni a livello di immigrazione».

«Consapevole del fatto che la situazione di emergenza umanitaria potrebbe ulteriormente aggravarsi - spiega l'Assessore -, il Comune ha già attivato nei mesi scorsi un ampliamento straordinario delle strutture di accoglienza, e ha formalizzato una Convenzione con la Prefettura di Trieste per garantire l'accoglienza dei profughi titolari di protezione internazionale, in attesa che il Ministero individui per loro una stabile destinazione. Si stanno individuando varie soluzioni oltre a quelle già in atto, nell'ottica di un'accoglienza diffusa sul territorio che eviti la concentrazione di gruppi numerosi di profughi in alcune zone della città; ad esempio, si prevede l'apertura di ulteriori appartamenti, e l'utilizzo transitorio di alcune strutture comunitarie quali le case di accoglienza della Caritas e l'Ostello Scout di Prosecco, per un'accoglienza temporanea dei richiedenti asilo in transito verso altre destinazioni».

«È passata la giornata del lutto nazionale, ma non deve cessare l'attenzione a Lampedusa e l'impegno, in primo luogo delle Istituzioni, a lavorare perché a ciascuno, indipendentemente dal genere, dall'etnia, dalla religione a cui appartiene, sia garantita la dignità che gli spetta in quanto persona - afferma la vicesindaco di Trieste Fabiana Martini, che aggiunge - Dopo il pianto e la commozione ognuno è chiamato a interpellare la propria coscienza e a sentirsi corresponsabile, non più indifferente. Per questo il Comune di Trieste proporrà la prossima settimana - in un giorno ancora da confermare - una serata di riflessione all'Auditorium del Museo Revoltella, che ospiterà "Bilal - Pensi di saper distinguere il Paradiso dall'Inferno?", uno spettacolo tratto da "Bilal", il romanzo-inchiesta di Fabrizio Gatti, proposto da ConsorzioScenico con Roberta Colacino, Paola Saitta e Lorenzo Zuffi, che lo hanno rappresentato anche a Lampedusa lo scorso luglio».

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