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Sicurezza: a Trieste rinforzi da fuori

Parla il segretario del SAP Lorenzo Tamaro

«Non era frutto di allarmismi e nemmeno di fantasie notturne le ulteriori e recenti richieste del SAP giuliano di inviare personale di rinforzo a fronteggiare i flussi migratori che attraversano la fascia confinaria della provincia di Trieste e che hanno visto un particolare incremento nell’ultimo bimestre». Lo dichiara il segretario provinciale del Sap Lorenzo Tamaro.
«Una situazione questa che si unisce ai mutati scenari di politica estera con un pericolo mai sopito di possibili infiltrazioni terroristiche. E la visita dei giorni scorsi a Trieste del Vice Capo della Polizia Luigi Savina, è evidente, non è stato un caso. Come già avvenuto in altre realtà nazionali, come ad esempio quella in ambito regionale di Tarvisio, sono stati inviati a Trieste contingenti del Reparto Mobile e del Reparto Prevenzione Crimine, ne siamo davvero contenti».

«Si tratta di arginare il fenomeno mettendo in campo un maggior numero di uomini e mezzi, anche a supporto degli operatori “stanziali” in un territorio confinario, quello del capoluogo regionale, molto vasto e facilmente violabile (a differenza di quello di Tarvisio e del Brennero dove è suffieciente bloccare un'unica porta d'ingresso), lungo più di 54 km.
«Si tratta di far fronte ad una situazione  raramente osservata in passato, con rimando agli anni ’90 con flussi migratori così massivi. Certo non parliamo di numeri come quelli del  Mediterraneo dove sbarcano dalle navi centinaia di persone, ma di passaggi di gruppi più piccoli che però non si sono mai arrestati nella Rotta Balcanica».
«Solo un primo step, quello delle aggregazioni del Reparto Mobile e del Reparto Prevenzione Crimine, ci attendiamo ora mezzi idonei al trasporto di queste persone che arrivano in condizioni igieniche precarie, luoghi sicuri a adatti per i trattenimenti, screening sanitario, sanificazione degli ambienti di lavoro e delle autovetture di servizio».

«Primavera e estate senz'altro per le condizioni climatiche favoriscono i passaggi e per tale motivo è stato richiesto personale aggiuntivo. Auspichiamo tuttavia che  questo invio di “forze” non sia una cosa temporanea, modello spot estivo da propinare agli organi di informazione, ma perduri fintanto che l’attuale situazione non troverà soluzione o correttivi definitivi con l’invio di personale permanente».
«È necessario - sottolinea Tamaro -che il personale “permanente” a Trieste continui a poter svolgere i propri compiti di competenza senza essere distolti dalla problematica dei rintracci di clandestini».
«In particolare modo -conclude il segretario- tutti coloro che svolgono azione di prevenzione e di controllo del territorio come ad esempio le “volanti” e ancor di più gli operatori della Polizia Stradale già così fortemente impegnati, in questo periodo dai flussi di vacanzieri diretti nelle località di villeggiature di Slovenia e Croazia».

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