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Ferriera, Battista (LeU): «Taranto e Trieste hanno stesse problematiche ma approcci diversi»

Lorenzo Battista (LeU) chiede al Sindaco Dipiazza di invitare a Trieste il ministro Calenda

Taranto e Trieste, due città che subiscono da decenni i problemi derivanti dalla coesistenza con impianti siderurgici: l'ILVA e la Ferriera (non a caso spesso soprannominata l'ILVA del Nord Est, sebbene a Trieste non si produca acciaio ma ghisa). «Due realtà industriali non paragonabili tra loro, stesse problematiche con la popolazione (fumi, polveri, miasmi), ma approcci diversi da parte delle Istituzioni». Lo afferma il Senatore Lorenzo Battista (LeU), evidenziando che «per Taranto il Governo (in tensione continua con gli enti locali), dopo aver emesso una dozzina di decreti per fronteggiare le conseguenze delle azioni giudiziarie, ha approvato il progetto industriale della nuova proprietà, a fronte anche di un piano per la copertura dei parchi minerali con un investimento di quasi 400 milioni, necessari a coprire un'area pari a 28 campi da calcio, per 80 metri di altezza».

«A Trieste abbiamo un Sindaco e una giunta non strutturati abbastanza (o mal strutturati)» – sottolinea Lorenzo Battista – «per poter imporre qualcosa alla proprietà della Ferriera. Le ricadute di polveri a norma di legge continuano a essere presenti nell'abitato, così come i rumori e gli olezzi, che costringono i cittadini a restare con le finestre chiuse. Dei problemi alla salute non si parla, perché non sono urgenti sebbene la situazione sia considerata pericolosa, come scritto dall'Azienda Sanitaria. Per i rumori, anche notturni, meglio non dotare la città di un piano acustico perché sarebbe sfavorevole ai cittadini. Consulenti e pool di avvocati dovrebbero indicare all'amministrazione comunale tutte le azioni possibili per una revisione dell'AIA o meglio ancora dell'Accordo di Programma, ma poi pare non siano capaci neppure di inviare in tempo utile le osservazioni per la proroga della copertura dei parchi minerali». Al Sindaco, il Senatore Battista suggerisce di «portare a Trieste il Ministro per lo Sviluppo Economico, di non aspettare un nuovo Governo, di iniziare subito con il Ministro Calenda, coinvolgendo anche la Regione come ha fatto, quando ha voluto, su altri temi. Il futuro di Trieste non può essere rappresentato da uno stabilimento siderurgico nel cuore della città, ma dal porto, dalla logistica, dal valore dei suoi punti franchi, dall'innovazione».

Secondo Lorenzo Battista, la sfida della chiusura dell'area a caldo si vince politicamente, proponendo un modello di sviluppo alternativo che salvaguardi i posti di lavoro in un progetto innovativo e compatibile con il nostro territorio. «Caro Roberto Dipiazza – conclude Battista - coinvolgi subito il MISE, perché da solo non vincerai mai e verrai ricordato come il Sindaco che è stato per 3 volte alla guida della nostra città promettendo la chiusura della Ferriera e per 3 volte avrai fallito».

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