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Tav, affondo M5s: «No assoluto, opera buca il Carso per quasi 23 km»

Lo hanno dichiarato i componenti del Gruppo consiliare regionale del M5S in consiglio regionale

Conferenza stampa del Gruppo consiliare regionale del M5S sulla "Nuova linea alta velocità (TAV) Venezia - Trieste", alla quale hanno preso parte i portavoce del M5S Cristian Sergo e Ilaria Dal Zovo e altri esponenti nazionali e locali del MoVimento.

«Grazie all'intervento della deputata del MoVimento 5 Stelle Arianna Spessotto - ha spiegato Cristian Sergo - siamo riusciti a leggere lo studio preliminare di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) intitolato "Potenziamento Venezia - Trieste" redatto a fine luglio 2016, quindi ben tre mesi dopo la bocciatura della Commissione tecnica di valutazione di impatto ambientale al progetto proposto nel 2010. Nonostante questo parere negativo, RFI continua quindi a presentare carte e progetti in cui si parla di una nuova linea tra Ronchi e Aurisina che terrà conto di quanto già sviluppato nell'ambito del progetto "Nuova linea alta velocità alta capacità Ronchi dei Legionari - Trieste", ovvero la realizzazione di ben 22,7 km di gallerie nel Carso. Il costo previsto per queste opere - ha ribadito il portavoce del M5S - è di 1,8 miliardi di euro, nonostante nel contratto di programma 2012-2016 ne risultino stanziati solo 50, come già ricordavamo a fine maggio e non le centinaia di milioni di euro annunciati dal ministro Del Rio in campagna elettorale. I soldi stanziati serviranno, un'altra volta, solo a sostenere il progetto preliminare, per il quale RFI ha già richiesto 40 milioni di euro». 

«La presidente Serracchiani deve fare chiarezza una volta per tutte in merito al destino del Carso triestino e a quello delle risorse pubbliche previste per quest'opera - ha attaccato Sergo -. Sempre in maggio, Del Rio e Serracchiani nei loro comunicati lasciavano intendere che le opere di potenziamento sarebbero costate 1,8 miliardi. Conoscevano quindi il progetto di RFI che prevede le gallerie nel Carso e non si sono mai opposti. A dirlo è la stessa RFI che nel documento di luglio sostiene che questi progetti hanno già avuto la condivisione delle Regioni interessate. Ora chiediamo alla presidente Serracchiani e all'assessore Santoro di smentire ufficialmente che saranno realizzate delle gallerie nel Carso e che si spenderanno quasi 2 miliardi di euro per ottenere risultati risibili dal punto di vista della velocizzazione (14 minuti con un costo di oltre 100 milioni di euro per minuto "guadagnato")».

«Bisogna invece risolvere le criticità tuttora presenti lungo le nostre infrastrutture ferroviarie, interventi individuati già tre anni fa dall'allora commissario straordinario Bortolo Mainardi, il quale aveva annunciato opere a impatto zero dal costo di circa 800 milioni di euro. La Regione ha avuto tre anni di tempo per dire a RFI questo progetto non poteva essere accettato. Se lo ha fatto, è evidente che questa dichiarazione di contrarietà deve essere stata ben poco chiara, se RFI prevede ancora di bucare il Carso non prendendo in considerazione il punto di vista di chi governa il Friuli Venezia Giulia. Se invece questa comunicazione non è mai arrivata ai vertici di Rete Ferroviaria Italiana e la Giunta Serracchiani non è si è mai chiesta a cosa servivano i 1.800 milioni di euro, per l'Esecutivo regionale - ha ribadito con forza il consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle - è giunto il momento di fare le valigie».

«Risibile poi la replica della Giunta Serracchiani spedita ai media da poche ore. Non devono prendersela con il M5S che tenta di fare chiarezza in questa vicenda ma, semmai, con RFI che porta avanti progetti ai quali, a parole, nessuno crede più. Progetti che RFI afferma, nero su bianco, di aver già condiviso con la Regione FVG».

«In sede di discussione delle legge sulla tutela del patrimonio speleologico, già in Commissione avevamo definito l'articolo dedicato alle deroghe un articolo "pro-Tav", che lascia la porta aperta alla realizzazione di opere fortemente impattanti sul territorio - ha detto Ilaria dal Zovo -. Una cosa assurda per una legge che dovrebbe tutelare il territorio dal punto di vista geologico e speleologico. Inoltre, appena una settimana fa abbiamo presentato un preciso ordine del giorno alla Giunta Serracchiani chiedendo che per salvaguardare il territorio del Friuli Venezia Giulia ci si opponesse, in particolare, alle grandi infrastrutture. L'ordine del giorno - purtroppo - è stato bocciato».

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