Politica

Telecamere negli asili e strutture socio-assistenziali: il Consiglio regionale boccia il pdl

La proposta di legge d'iniziativa consiliare puntava al contrasto delle condotte di maltrattamento e di abuso, anche psicologico, verso i più deboli

foto di repertorio

È stata bocciata ieri pomeriggio in Consiglio regionae la proposta di legge in materia di video-sorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio. 

In 7 articoli, la proposta di legge d'iniziativa consiliare affermava che «la Regione promuove il contrasto a condotte di maltrattamento e di abuso, anche psicologico, verso i più deboli, siano essi bambini degli asili nido o anziani e disabili ospitati nelle specifiche strutture. Ecco che si imponeva ai nidi di infanzia e alle strutture residenziali, semiresidenziali e diurne di dotarsi, entro 24 mesi dall'entrata in vigore della nuova legge (primo gennaio 2019), di un sistema di videosorveglianza a circuito chiuso, vietate le webcam; la Regione sarebbe arrivata in aiuto con contributi sino al 75% della spesa per acquisto e installazione». Nel provvedimento, c'era anche la regolamentazione dell'utilizzo delle registrazioni.

«Proteggere le persone più fragili e più deboli è una missione primaria per la nostra comunità, un dovere che comporta il massimo impegno. Nel 2018 questa attenzione richiede anche l’utilizzo di telecamere a circuito chiuso e non solo filosofiche disquisizioni su morale e valori perduti - aveva affermato - Barbara Zilli (Lega) nella discussione odierna in Aula -. Lo scorso maggio, la maggioranza targata Pd aveva bocciato una mozione analoga che mi vedeva prima firmataria e oggi conferma la sua superficialità su temi così sensibili. È arrivato il momento di dire basta alle false preoccupazioni della sinistra e rendersi conto che nessuna malevola entità superiore vuole controllare le ore di lavoro o impacciarsi nella vita delle persone, ma solo garantire una doverosa tutela rispetto a beni costituzionalmente garantiti, come l’integrità fisica di un anziano in casa di riposo o di un bimbo nella sua prima infanzia. Mentre la maggioranza continua a parlare di condivisione e gruppi di ascolto, anche la nostra Regione è stata teatro di gravi episodi in danno a soggetti vulnerabili e questo tipo di tutela più avanzata può ben percorrere una strada parallela alla creazione di una morale comune sul tema. Evitare anche un solo abuso, anche una sola violenza è una conquista per questa Regione – ha concluso Zilli –, ma ancora una volta il Pd si trincera dietro pretesti politici per ignorare la realtà». 

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