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Tito è stato solo un boia. Il 1 maggio sia la festa dei lavoratori italiani

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

Fratelli d'Italia Trieste e Gioventù Nazionale Trieste ripudiano con disprezzo il comportamento di alcuni individui che con orgoglio hanno sfilato nel corteo del primo maggio con la bandiera della Yugoslavia di Tito. Il corteo del primo maggio, organizzato da varie sigle sindacali, doveva essere un momento per essere solidali ai lavoratori della città che stanno affrontando dei duri momenti a causa dell'incertezza delle scelte aziendali dettate dai cambiamenti continui della situazione economica mondiale e dalle riforme inutili e senza effetto alcuno del pessimo governo Renzi. Ma nonostante questo importante e delicato momento storico, questi individui hanno spolverato dai loro bauli una bandiera che a Trieste ha un significato di morte. Il 1 maggio 1945 i partigiani titini entrarono in città con l'intento di eliminare ogni traccia di italianità in città e non ebbero nessun rimorso o indecisione quando uccisero centinaia di uomini delle forze di polizia gettandoli nelle foibe e per le quali nella Questura di Trieste è stata prodotta una targa a loro memoria. Sfilare con quella bandiera significa riaprire una ferita profonda nel cuore die triestini che subirono l'odio tirino, rei solamente di essere italiani. Perché bisogna ricordare che la furia omicida titina non era rivolta a psuedo fascisti ma solo a italiani, di qualsiasi colore politico. Ci chiediamo perché? Che senso ha esibire quel vessillo? Cosa credevate di fare? Condaniamo fermamente il vostro comportamento e vi ricordiamo che Tito è solo stato un boia per tutti gli italiani delle nostre terre e che per tal motivo è già stato condannato dalla storia. Non perdoniamo questo gesto e alle bandiere titine risponderemo con i nostri tricolori.

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