Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica

Trieste al Centro del Progetto Europeo di Matteo Renzi - Foto e Dichiarazioni

Il candidato ha risposto alle domande di stampa e pubblico, promettendo un ritorno a Trieste per marzo, in caso di sua vittoria l'8 dicembre La prima notizia della mattinata triestina di Matteo Renzi è il suo ritardo. Tutto era pronto già...

Il candidato ha risposto alle domande di stampa e pubblico, promettendo un ritorno a Trieste per marzo, in caso di sua vittoria l'8 dicembre

La prima notizia della mattinata triestina di Matteo Renzi è il suo ritardo. Tutto era pronto già diversi minuti prima della 10, orario previsto per l'inizio della sua conferenza stampa. Poco prima dello scoccare dell'ora, sono arrivati anche gli ospiti Debora Serracchiani, presidente della regione, e Roberto Cosolini, sindaco della città. Ma di Renzi ancora nessuna traccia.

Alle 10.15 circa ecco il sindaco di Firenze, candidato alla segreteria del Partito democratico, apparire mentre scende via Battisti, accompagnato da Ettore Rosato, deputato del Pd in Parlamento. Al loro fianco c'è una signora - che poi Renzi spiegherà essere una madre che gli ha chiesto come rilancerrebbe il lavoro giovanile in Italia -.

Prima di entrare in Caffè San Marco, Renzi si è fermato fuori dal locale a stringere le mani e ringraziare gli operatori della pubblica sicurezza, augurandogli "buon lavoro". Una scena curiosa è stata quella in cui una fan ha chiesto di poter essere immortalata con lui e a scattare la foto con il telefonino è stato Ettore Rosato.

Appena entrato nel caffè, dopo aver salutato e ringraziato anche il personale del locale, si è andato a sedere sul tavolino - anche questa azione fuori dagli schemi classici - ed è arrivata subito la prima frecciatina dal pubblico «Puntualità per iniziare a cambiare l'Italia...». Con grande maestria Renzi "rivolta la frittata" a suo favore (da buon politico qual è): «Scusate, colpa mia...sono stato rapito dalla bellezza della città e mi sono fermato a fare qualche foto».

Comincia la conferenza stampa. Parla per prima Debora Serracchiani: «Sono vicine le elezioni per il Parlamento europeo. Noi siamo gli unici a difendere questa istituzione e per questo abbiamo organizzato a Trieste questo incontro, nella città forse più europea d'Italia. L'Europa è importantissima a diferenza di quello che affermano Grillo e Berlusconi».

Il microfono passa a Roberto Cosolini che ritorna sul carattere mitteleuropeo di Trieste: «Abbiamo scali ferroviari collegati con tutta l'Eusopa, che appunto per noi è importantissima, per il nostro sviluppo. Recentemente abbiamo dimostrato, grazie a una ottima organizzazione, che siamo in grado anche di ospitare anche vertici mondiali».

Tocca a Matteo Renzi che ritorna sull'importanza del'Europa che «non è colpevole della crisi come dicono Berlusconi e Grillo. La colpa è dei burocrati e noi dobbiamo cambiare questo. Dobbiamo trasformarla da una tomba dei sogni qual è, al futuro dell'Italia e dei giovani».

Poi il candidato alla Segreteria del Pd è passato all'argomento delle primarie: «Quello a cui punto è un cambiamento della spesa pubblica. Vorrei che si riuscisse a diminuire un miliardo di costi per la politica. Dall'1 gennaio 2014 il Pd metterà, in caso di mia vittoria, on-line ogni centesimo speso dal partito. Un esempio che vorrei tutte le istituzioni ed enti seguissero. Ho poi in mente un piano lavoro con alla base una parola: semplificazione; basta sigle, ma regole chiare e semplici. Per l'Europa vorrei che gli Erasmus non siano solo per studenti, serve un servizio civile europeo migliore e una politica dell'immigrazione condivisa».

Il sindaco di Firenza ha parlato anche di Patto di stabilità in riferimento a «Olbia, che ha 50 milioni di euro da investire in cassa, ma non può spenderli per ricostruire dopo l'alluvione».

Siamo in "campagna elettorale", seppure interna al Pd, ed ecco la promessa di Renzi ai triestini: «Dovessi vincere io le primarie l'8 dicembre, a marzo organizzerò a Trieste una riunione di sindaci e governatori nel capoluogo giuliano, prima delle elezioni europee, per capire cosa noi chiediamo all'Europa, e non viceversa».

È il momento delle domande del pubblico e dei giornalisti. La prima è quella di un cittadino che chiede a Renzi se, una volta segretario del partito, espellerà o no De Luca, sindaco di Salerno e sottosegretario del Governo, indagato per corruzione: «Non sono d'accordo che chi riceve l'avviso di garanzia debba dimettersi. Se sarà condannato allora si... ma tanto in italia chi è condannato in terzo grado rimane al suo posto».

Ancora una domanda dal pubblico relativa alle modifiche della Costituzione a cui il candidato risponde «Sono favorevole a cambiare alcune parti della Costituzione, per esempio non trovo giusto che Camera e Senato svolgano le stesse funzioni, che siano doppioni. Il mio Senato ideale sarebbe quello composto dai 108 sindaci dei capoluoghi, che a loro spese - io guadagno 4000 euro netti al mese, Roberto (Cosolini, ndr) 3500 - si riuniscano per parlare di questioni concrete».

Arriva anche la domanda, da un medico, sulla responsabilità civile dei magistrati: «Ora si individua con la riforma della giustizia - spiega Renzi -: a mio parere ci sono troppe magistrature, troppi arretrati e troppe custodie cautelari (sono il 39% e ci sono già il numero di carcerati è oltre il numero di posti letto). La responsabilità civile dovrebbe essere prevista per il dolo e colpa grave. Ma già qualcosa esiste, solo che il Csm non condanna quasi mai nessuno».

«Lanceremo un "jobs act": abbiamo toccato un nuovo record di disoccupazione... e siamo una repubblica democratica fondata sul lavoro. Allora dobbiamo intervenire sulle regole - afferma il candidato alla Segreteria del Partito democratico -. Non servono 2000 regole, ma bastano 50/60, magari tradotte in inglese: abbiamo perso la metà degli investimenti esteri... basta con l'italianità dell'impresa, dobbiamo essere per l'italianità del lavoratore e quindi attirare gli investitori».

Domanda di rito anche sull'Imu e le tasse alla quale Renzi risponde: «Noi non diamo certezza all'imprenditore (e al cittadino). Le continue tasse, sigle, ecc.. non aiutano. Dobbiamo invece semplificare ed essere chiari e precisi. Sull'Imu noi sindaci siamo come Willy il coyote... appena pensiamo di aver finalmente la possibilità di raccogliere una certa cifra, questa ci sfugge perché il Governo ha deciso di cambiare le carte in tavola».

Non può mancare anche la domanda sulla polemica con il vice-premier Alfano: «La stampa deve cambiare. Basta Renzi, Alfano e politica: sette pagine di nulla e di chiacchierare sui principali quotidiani... Comunque Angelino Alfano dice che tiriamo la corda? Ma in realtà quello che non vuole capire è che sono gli italiani che stanno tirando la cinghia».

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