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Trieste intitolerà una via o piazza a Giorgio Almirante (FOTO)

L'assessore Brandi ha fatto propria a nome della Giunta la mozione di Claudio Giacomelli

La Giunta comunale di Trieste si è assunta il compito di decidere le modalità di intitolazione di una via, una strada, una piazza o un giardino, a Giorgio Almirante. La decisione è stata presa ieri sera, nel corso della seduta del Consiglio comunale, dall'assessore Angela Brandi ha infatti fatto propria la mozione presentata dai consiglieri di Fratelli d'Italia, il capogruppo Claudio Giacomelli e Salvatore Porro, che contiene tale proposta. Una scelta prevista che aveva infatti fatto scendere in piazza alcuni consiglieri ed esponenti del Pd, radunatisi sotto il Municipio prima dell'inizio dei lavori in Aula.

Le motivazioni di Giacomelli

«Giorgio Almirante si impegnò profondamente nella difesa dell'italianità di Trieste, in tempi in cui non era facile farlo - ha spiegato il capogruppo FdI Claudio Giacomelli durante il suo intervento di illustrazione del testo presentato -. La mia mozione non vuole aprire vecchie ferite, ma chiuderle. Ricordo al Pd, il cui segretario ha indetto una manifestazione davanti al Municipio, che Almirante rinnegò più volte il razzismo e che il Movimento sociale italiano, partito fondato da Giorgio Almirante, non coltivò mai sentimenti antisemiti. Onorare Almirante significa onorare le migliaia di triestini che lo votarono».

La Giunta e l'opposizione

La proposta di Giacomelli, come detto, non è stata discussa dall'aula perché fatta propria dall'assessore Angela Brandi che ha voluto ricordare una frase di Almirante: «Vivi come se dovessi morire subito, pensa come se non dovessi morire mai». A questo punto il presidente Marco Gabrielli ha concesso all'ex sindaco e ora consilgiere Pd Roberto Cosolini di alzarsi per un intervento pacato in cui ha «apprezzato la passione manifestata da Giacomelli nel presentare la mozione, pur non condividendo molte delle cose dette. Su questo tema però ricordo che ci sono diverse sensibilità. Un gesto di rispetto sarebbe stato discutere della mozione in aula, proprio per garantire a tutti la possibilità di esprimersi su un tema sul quale esistono evidentemente varie posizioni. La decisione dell'assessore invece impedisce tutto questo. Ritengo perciò che la scelta di fare propria la mozione sia un'occasione persa».

La protesta

«Il nostro è un appello al presidente del Consilio comunale, ai triestini e a tutte le forze politiche sane e moderate – spiegava Giancarlo Ressani, segretario del Pd di Trieste, presentando la manifestazione sotto il Municipio – affinché si eviti di dedicare una via della nostra città a un leader politico che sostenne il “Manifesto della Razza” e scrisse per “La difesa della razza”. Trieste non merita di essere citata o ricordata per questo ennesimo tentativo di rivitalizzare antiche divisioni con ferite non ancora del tutto rimarginate».

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