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Trieste Libera, presidio davanti Equitalia: «Le riscossioni devono essere sospese»

Un centinaio di attivisti del Movimento Trieste Libera ha manifestato ieri davanti alla sede di Equitalia in via XXX Ottobre a Trieste, ed ha depositato un documento di diffida formale a sospendere in autotutela le riscossioni «a carico di cittadini ed imprese del Territorio Libero di Trieste

«Un centinaio di attivisti del Movimento Trieste Libera ha manifestato ieri davanti alla sede di Equitalia in via XXX Ottobre a Trieste, ed ha depositato un documento di diffida formale a sospendere in autotutela le riscossioni «a carico di cittadini ed imprese del Territorio Libero di Trieste» che siano «effettuate per conto di organi dello Stato italiano, in base a leggi non estese all'ordinamento del Territorio Libero (Cassaz. civ., Sez. I, sent. n. 323/1965) e con quote del debito pubblico italiano (divieto ex art. 5 Alleg. X del Trattato di Pace del 1947)».

Lo riferisce in una nota il Movimento Trieste Libera.
 
«Secondo l'atto di diffida consegnato - continua la nota - , tali riscossioni violano «gli strumenti di diritto internazionale istitutivi del Territorio Libero, le leggi italiane di ratifica ed esecuzione (L. 811/1947, DLCPS 1430/1947, L. 3054/1952) e la Costituzione italiana (artt. 10 e 117)». Alla diffida è stata allegata copia della recente «Carta dei diritti dei cittadini e delle imprese del Free Territory of Trieste» nella quale il Movimento Trieste Libera ha riassunto le principali norme di diritto internazionale e di diritto italiano relative alla questione.

Gli attivisti esibivano vistosi striscioni bianco-rossi con slogan di appello alla legalità».

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