Trieste-Venezia, Sergo: "Puntare su interventi di adeguamento tecnologico"

l consigliere pentastellato Cristian Sergo, primo firmatario dell'odg, ha evidenziato come si tratti "di una vicenda che va avanti da più di dieci anni"

“Ringraziamo i tecnici di RFI per avere confermato le tesi che portiamo avanti da anni. Per migliorare velocità e percorrenza della tratta ferroviaria Trieste – Venezia non sono necessarie opere faraoniche e costose ma servono interventi di adeguamento tecnologico sull'esistente”. È il commento del consigliere regionale Cristian Sergo (MoVimento 5 Stelle) in merito all'audizione in Commissione sul potenziamento della tratta. “Dal 2013, quando siamo entrati in Consiglio regionale ci battiamo per mettere fine una volta per tutte al progetto miliardario, poi eliminato dal Contratto di programma degli investimenti tra Rfi e Stato. Oggi in audizione abbiamo potuto toccare con mano quanta ragione abbiamo avuto in tutti questi anni”.

“I tecnici di RFI si sono focalizzati sulla variante di Latisana, che porterebbe alla realizzazione di una nuova stazione e di un cavalcavia che comporterebbe una serie di piloni in zone ad elevato rischio idrogeologico, con un costo che il Contratto quantifica in centinaia di milioni di euro” sottolinea il consigliere M5S. “Per quanto riguarda il tratto Ronchi – Aurisina, non vorremmo che si spendano altri milioni in progettazione di opere simili a quelle che sono già state bocciate due volte dalla Commissione Tecnica VIA per la delicatezza del territorio – aggiunge Sergo -. Nel progetto presentato oggi l’unico punto di una velocità massima a 235 km/h è quello dove insiste la stazione di Trieste Airport che, essendo l’unica fermata obbligatoria, porta la velocità reale a zero. Ma ciò che balza più agli occhi è come proprio RFI sostenga che, a fronte di un ridotto miglioramento prestazionale, ci siano costi elevati (970 milioni di euro), recupero di percorrenza trascurabile, numerosi espropri e impatti su viabilità e centri abitati”.

“Parliamo di velocizzazione? Nel 2016 il Freccia Bianca copriva la tratta Trieste – Venezia in 1 ora e 24 minuti, secondo quanto affermato da RFI, nell'ipotesi migliore, arriveremmo a una percorrenza dai 6 a 10 minuti in meno, quando potenziando la linea esistente otterremmo un recupero di 7 minuti. All'Aassessore Pizzimenti – conclude l'esponente pentastellato - chiediamo, prima di fare ragionamenti su qualsiasi progetto e di auspicare la futura realizzazione della TAV da 8 miliardi, di rivedere il Piano dei trasporti e della logistica: basti pensare che nel giro di pochi minuti abbiamo quattro stazioni tra Monfalcone, Trieste Airport, Cervignano e la nuova fermata prevista a Latisana. Su questo, sul miglioramento tecnologico, sull'eliminazione dei passaggi a livello, giusto per fare degli esempi, bisogna lavorare prima di pensare a spendere milioni in progetti che già oggi sappiamo non essere necessari. Basti pensare che l’obiettivo prefissato dalla velocizzazione della linea era quello di collegare le due città in un’ora, i risultati presentati oggi ci dimostrano che, nonostante 1,5 miliardi di euro e ferite pesanti sul territorio, la previsione è di metterci un’ora e diciotto minuti. Più di così non capiamo cosa occorra alla politica per prendere la decisione giusta”.

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