Giovedì, 17 Giugno 2021
Politica

Turismo e commercio, Gregoris (Citt): «I comuni ottengono più libertà di decisione su aspetti stategici»

Le leggi su Turismo e Commercio sono accumunate dall'attenzione data ai territori e alle varie realtà particolari mettendo nelle mani dei Comuni scelte strategiche che riguardano la pianificazione urbanistica e la facoltà di decidere come impiegare i proventi della tassa di soggiorno

 «Grazie a queste leggi di riforma i Comuni ottengono più libertà di decisione su aspetti strategici che riguardano il proprio territorio». E’ il commento di Gino Gregoris (Cittadini), relatore di maggioranza delle leggi regionali su Turismo e Commercio appena licenziate dal Consiglio regionale. 

TURISMO - La legge sul turismo introduce infatti la tassa di soggiorno, i cui proventi dovranno essere impiegati dai comuni per investimenti e promozione turistica, avendo la possibilità di decidere come modulare la spesa assieme ai portatori d’interesse in campo turistico. «E’ fondamentale – ha spiegato Gregoris - che la tassa venga utilizzata per promuovere le attrattività del nostro territorio creando nel contempo risorse per migliorare la qualità dell’accoglienza turistica, focalizzando le diverse peculiarità che corrispondono a differenti esigenze dei turisti. In questo senso la tassa di soggiorno sarà il carburante da inserire nel motore del nostro sistema turistico regionale». «Ritengo molto positiva – aggiunge - la scelta di lasciare ai Comuni la possibilità di definire, per mezzo di un regolamento, eventuali esenzioni o riduzioni per particolari categorie di alloggio e per il turismo sociale».

COMMERCIO - Le modifiche alla legge sul Commercio affidano alla pianificazione urbanistica dei comuni il compito di regolare la strutturazione di nuovi complessi commerciali. «Questo è un aspetto decisivo dal significato politico molto chiaro – ha affermato Gregoris - infatti la leva di controllo sul consumo del suolo è data da elementi che avvantaggiano la pianificazione urbanistica e la tutela dell’ambiente nei confronti del proliferare incontrollato dei centri commerciali. Si potrà mettere così un freno alla nascita di nuovi centri commerciali laddove questo non sia sostenibile dal punto di vista urbanistico, rappresentando un’incompatibilità con la tutela ambientale e paesaggistica del territorio. Al tempo stesso la riforma inserisce nuovi spazi di promozione del recupero delle attività commerciali nei centri storici, dando così una risposta ad un’esigenza che si è manifestata da più parti e in maniera sempre più urgente».

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