Turismo, Pilutti (Ar): «Cinque anni di devastante silenzio sullo Iat a Duino Aurisina»

«Tanta domanda, ma l'offerta è limitata considerando il potenziale del nostro territorio, l'ufficio Informazioni e accoglienza turistica deve essere affidato a persone competenti e formate»

«La cultura è un diritto di tutti - sostiene Serena Pilutti, candidata a consigliere comunale per Duino Aurisina con la Lista Ret Autonomia Responsabile - ed è di estrema importanza ai fini della coesione sociale, dell'integrazione senza conflitti, della conservazione delle identità, dell'innovazione, della crescita e dello sviluppo economico per il benessere individuale e collettivo».

Cultura, turismo ed ambiente, secondo Pilutti, vanno di pari passo nell'ottica di uno sviluppo sostenibile del territorio. Nella riorganizzazione della macchina comunale è necessario il coinvolgimento e la valorizzazione delle realtà esistenti. ll rilancio delle frazioni passa anche attraverso una pianificazione strategica che coinvolga il turismo, la cultura e l'agroalimentare.

«Il turismo storico - aggiunge la candidata - è in stretta sinergia con quello naturalistico, i percorsi turistici non sono sufficientemente valorizzati ed è essenziale rivalutare e salvaguardare il litorale con i sentieri percorribili. C'è tanta domanda, ma l'offerta che fino adesso è stata proposta è davvero limitata considerando l'enorme potenziale del nostro territorio, ed in tutto questo gioca un ruolo chiave la ristrutturazione e modernizzazione dello Iat (ufficio Informazioni e accoglienza turistica) che deve essere affidato a persone competenti e formate».

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L'attenzione posta nei confronti di queste tematiche coinvolge molti campi, perfino quello dei servizi e del benessere «Infatti - conclude Pilutti - la cultura ha una funzione sociale di servizio pubblico, è salute perchè essa svolge anche il compito fondamentale di rispondere alle domande d'identità, al bisogno di sapere, di ricevere e di offrire conoscenza. È compito della cultura produrre una cittadinanza consapevole che si ponga il mandato di ristudiare la trasformazione della società contemporanea».

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