Turismo, Trieste Cambia: «Shopping free solo a Grado e Lignano, Trieste dimenticata»

Bozza di riforma sulle chiusure obbligatorie nei giorni “superfestivi”. L'ultima parola ai commercianti ma negare a Trieste il fatto di essere la principale destinazione turistica della regione può nuocere all'immagine del turismo in Friuli Venezia Giulia.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

La bozza di riforma sulle chiusure obbligatorie nei giorni “superfestivi, con almeno nove chiusure totali nelle festività più popolari, pone una riflessione più che doverosa pensando al binomio turismo e commercio. Il fatto che Grado e Lignano vengano escluse da questo obbligo evidenzia la volontà del legislatore che le località turistiche debbano anteporre la necessità di offrire un servizio, agli ospiti presenti nelle località, rispetto al diritto alle celebrazioni.

Visto il successo del recente capodanno nella città di Trieste fatico a pensare migliaia di turisti a godere del mare d'inverno a Grado, come a Lignano, dove è noto da sempre che pochissime risultano le strutture aperte in autunno ed inverno. Molto si sta facendo per far crescere Trieste come destinazione di un turismo culturale e ben lo sanno il Vice Presidente della Regione Sergio Bolzonello e Marco Tullio Petrangelo che a fine settembre hanno presentato numeri e non opinioni citando Trieste come regina del turismo. shopping free solo a grado e lignano. e trieste? 

Peccato che proprio Trieste, statisticamente, si muove principalmente nei periodi festivi e quindi chiedo: quale sarebbe l’immagine di una città chiusa per festa nei momenti da pienone alberghiero? Ha senso promuovere una destinazione così quando molte volte un commerciante in un solo giorno superfestivo può incassare ciò che incassa in una settimana?

L'ultima parola spetta ai commercianti ovvio; negare però alla città di Trieste il fatto di essere la principale destinazione turistica della regione penso sia controproducente non solo per gli esercizi commerciali della città ma, nel suo insieme, per l'immagine del turismo in Friuli Venezia Giulia.

Preso atto che si tratta di una bozza, dove per ora solo Grado e Lignano potranno derogare alle chiusure obbligatorie per legge, passo la parola a commercianti ed esercenti per comprendere se “il gioco vale la candela”; se è utile alla nostra economia e al nostro benessere sacrificare un sacrosanto diritto; se limitarsi a certe zone; se trovare soluzioni diverse. Trieste Cambia affronterà immediatamente l’argomento e si farà portavoce del sentimento prevalente per ottenere, se necessaria, una regolamentazione specifica per Trieste. 

Fabio Samec

Presidente Trieste Cambia

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