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Un Triestino al Congresso del Ppe a Dublino

Marco Gombacci, ventinovenne triestino, è membro al congresso del Partito Popolare Europeo Sin da giovanissimo impegnato in politica con Forza Italia e attivo con i giovani del Partito Popolare Europeo, è stato scelto per essere membro con...

Marco Gombacci, ventinovenne triestino, è membro al congresso del Partito Popolare Europeo

Sin da giovanissimo impegnato in politica con Forza Italia e attivo con i giovani del Partito Popolare Europeo, è stato scelto per essere membro con diritto di voto al Congresso del PPE che si terrà i prossimi 6 e 7 marzo a Dublino, con il compito di votare il candidato della formazione dei cristiano democratici europei a succedere a Barroso per la presidenza della Commissione europea.

Sempre impegnato su tematiche internazionali, dopo gli studi all'Università di Trieste, e un Erasmus in Spagna, ha deciso di specializzarsi in Diritto Internazionale e Relazioni Internazionali all'università inglese del Kent. Ha lavorato al Parlamento europeo a Bruxelles e Strasburgo, alla Camera di Commercio inglese in Belgio e ora fa da consulente per importanti imprese proprio su questioni legislative e politiche europee.

"Quando si parla di Europa occorre avere una visione chiara e coerente: l'Europa così come è fatta ora non funziona. Troppe disparità tra i vari Stati membri. Stati che riescono ad imporsi su altri e legiferano senza salvaguardare il bene della collettività, seguendo logiche dettate da priorità nazionali o puramente strategiche. Abbiamo bisogno di persone che sappiano rappresentare l'Italia con efficacia e competenza e, nelle sedi adeguate, possano far valere i nostri interessi e la nostra visione comune" - afferma Gombacci.

"A maggio ci saranno le elezioni europee. Troppe volte il Parlamento europeo è stato visto come una pensione dorata o nel peggiore dei casi un cimitero d'elefanti per politici trombati o in disarmo. Presto avremo l'occasione di invertire questa tendenza, altrimenti il rischio di continuare a subire pressioni di stati che mandano a Bruxelles e Strasburgo persone competenti e determinate diventerà intollerabile e in questo momento della sua storia l'Italia non se lo può più permettere"

"Il primo passo da compiere - conclude Gombacci - sarà da una parte convincere i cittadini a votare per le Europee, invertendo una tendenza autolesionistica all'assenteismo e al disinteresse verso faccende che percepiscono come lontane e astratte. Il secondo passo, indispensabile, sarà eleggere a Strasburgo rappresentanti disposti a "fare squadra" in Europa, mostrandosi coesi e dimenticando le solite faccende interne per agire convinti e determinati in nome dell'Italia.

Aspetto - quest'ultimo - di cui finora abbiamo drammaticamente sentito la mancanza".

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