Unioni civili, Gioventù nazionale Trieste: «Si alla famiglia tradizionale, no al ddl Cirinnà»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

Gioventù Nazionale con un'azione simbolica ha voluto ricordare al PD triestino e muggesano l'importanza e il diritto di ogni bambino ad avere un padre e una madre. Opporsi al DDL Cirinnà non é una scelta ideologica, ma un dovere etico, questo perchè: -giunto al Senato per volontà del governo Renzi con l'aiuto del Movimento 5 Stelle e di esponenti di Forza Italia, è stato pensato per destrutturare la famiglia attraverso le cosiddette "unioni civili". -ridefinisce il matrimonio, che diventa equiparabile ad un'unione tra persone dello stesso sesso: non più il percorso di vita di un uomo e di una donna, frutto della complementarietà sessuale e di una potenzialità generativa, ma una pratica basata sulla preferenza sessuale. -apre le porte alla mercificazione dei bambini attraverso la pratica abominevole dell'utero in affitto: due adulti che decidono di avere un figlio, possono letteralmente fabbricarlo con utero, semi e ovuli esterni, sfruttando il corpo di altre donne all'estero e vedendosi riconosciuto quel figlio anche in Italia, in barba ad ogni razionalità del diritto. -mercifica i figli, rendendoli oggetti del desiderio da fabbricare su misura; svilisce l'istituzione del matrimonio; distrugge la famiglia tradizionale e naturale; rende la procreazione e l'educazione delle opzioni acquistabili con carta di credito; delegittima il ruolo dei genitori, padre e madre, aprendo le porte alle adozioni gay e alle conseguenze che queste avrebbero sulla crescita di un bambino e sulla struttura della nostra società. Tutto questo avviene mentre, in un paese in crisi da ogni punto di vista, il governo non riesce a garantire un assegno minimo di mille euro alle famiglie con almeno 4 figli sotto la soglia minima di povertà. LA FAMIGLIA NON SI SVENDE PER UN PUGNO DI VOTI.

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