Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica

Uno Sguardo... Dall'Europa: in Italia Certe Iniziative solo per i Soliti Noti

Chi di voi ha avuto un vantaggio dall’Europa? Chi ha beneficiato di un finanziamento europeo? Chi è riuscito a trarre beneficio da una decisione presa a Bruxelles? Quando, alle volte, tengo delle conferenze sul funzionamento delle Istituzioni...

Chi di voi ha avuto un vantaggio dall'Europa? Chi ha beneficiato di un finanziamento europeo? Chi è riuscito a trarre beneficio da una decisione presa a Bruxelles?

Quando, alle volte, tengo delle conferenze sul funzionamento delle Istituzioni europee, il gelo cala in aula. Nessuno alza la mano, qualcuno abbozza che in 60 anni per la prima volta nella storia non ci siamo combattuti e c'è stato un periodo di Pax Europea.

Le facce delle altre persone rimangono perplesse. I miei colleghi tedeschi, francesi, olandesi invece riescono ad ottenere risposte entusiasti dai loro connazionali, storie in cui giovani imprenditori sono riusciti ad ottenere finanziamenti per avviare nuove imprese, esempi di decisioni comunitarie che hanno sostenuto dei settori industriali specifici di alcune aree territoriali salvandone l'occupazione, missioni per trovare investitori esteri che potessero investire nelle loro aziende in crisi?

Perché queste cose sono di dominio pubblico e vengono effettuate in paesi membri dell'UE mentre in Italia tutto sembra tacere o alcune iniziative vengono fatte solo per sostenere i soliti noti? Perché alcuni stati riescono a cogliere le opportunità messe a disposizione dall'UE mentre l'Italia rimane fanalino di coda per l'utilizzo dei fondi europei?

Il fatto è che paesi come la Germania, Francia, Olanda, Svezia e cosi via, si ha un sistema paese che li permette di avere un network che parte dai più piccoli comuni per arrivare ai Commissari europei che possano difendere i loro interessi, gli interessi delle loro imprese e garantire l'occupazione. In Italia tutto questo si perde ancora una volta nella guerra dei guelfi contro ghibellini, manca un sistema paese e quando alcuni tentano di strutturarlo arriva sempre qualcuno a mettere il bastone tra le ruote per degli interessi personali.

Ci dobbiamo sempre ricordare che in Europa, prima di essere popolari o socialisti, siamo italiani. Degli italiani che vogliono contare di più e vogliono dire basta alle politiche di austerity supportate da altri stati che possono giovare dalla mancata ripresa italiana. Ci dobbiamo ricordare che il 25 maggio si vota per le elezioni europee e sarà compito nostro dare un segnale forte eleggendo persone che siano disposte a lottare per difendere il proprio paese, che sappiano negoziare con i loro colleghi da pari e far valere le loro competenza onde evitare una relazione di sudditanza che ha portato l'Italia in questa situazione francamente imbarazzante per la storia del nostro paese.

Concludendo, cito le parole dell'ambasciatore italiano presso le Nazioni Unite (1993-1999) Francesco Paolo Fulci, quando l'allora ambasciatrice americana presso l'ONU Albright, durante un dialogo, gli stava spiegando con tono da professoressa che parla con un alunno quale sarebbe stato il comportamento dell'Italia che gli Stati Uniti si sarebbero aspettati, Fulci le rispose così: "Signora ho ascoltato abbastanza; lei ha evidentemente dimenticato che io sono l'Ambasciatore d'Italia, non un sergente dei Marines!".

Ce ne fossero di persone così anche in Europa!

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