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Uno Sguardo... Dall'Europa; Think Small First

Pensare prima in piccolo. E’ questo lo slogan con il quale la Commissione europea sta lanciando una serie di iniziative volte a sostenere le attività delle Piccole e Medie Imprese europee. Solo in Italia, le PMI sono il 99% delle imprese totali e...

Pensare prima in piccolo. E' questo lo slogan con il quale la Commissione europea sta lanciando una serie di iniziative volte a sostenere le attività delle Piccole e Medie Imprese europee.

Solo in Italia, le PMI sono il 99% delle imprese totali e generano l'80% di posti di lavoro nel nostro Paese. Le PMI italiane hanno avuto difficoltà a riprendersi dalla crisi rispetto alle loro controparti nell'UE e tale tendenza è destinata purtroppo a continuare.

Le PMI sono il motore economico italiano ed europeo, hanno la capacità di generare posti di lavoro maggiori rispetto alle grandi aziende ma sono anche più vulnerabili alla crisi economica, il che provoca difficoltà ad ottenere credito dalle banche e ad ottenere i pagamenti da parte dei clienti.

Proprio su questi due ultimi aspetti le istituzioni comunitarie si stanno focalizzando per promuovere il rilancio di questo settore: dal 1° Gennaio 2013 è entrata in vigore in Italia la direttiva europea sui ritardi nei pagamenti alle imprese.

La Pubblica Amministrazione resta il peggiore pagatore delle imprese. Secondo i dati della Commissione europea i pagamenti effettuati dalla PA avvengono in media dopo 65 giorni e talvolta sforano anche i 3 mesi (per non menzionare i casi in cui i pagamenti non vengono totalmente effettuati). Questo comporta un'assenza di liquidità nelle casse delle imprese e una perdita di circa 400000 posti di lavoro l'anno in tutta Europa.

La direttiva assicura termini certi di pagamento fino a 30 giorni (60 giorni in casi eccezzionali) con un diritto del creditore a interessi maggiorati (7%-8%) in caso di ritardo nel pagamento. Si calcola che i pagamenti effettuati con maggiore puntualità possano permettere di mantenere sufficienti le disponibilità di cassa soprattutto in questo momento in cui le banche non concedono più credito alle imprese.

Proprio per migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti e al credito è in discussione la proposta che sburocratizzi questo sistema, togliendo tutti gli oneri amministrativi. Nella proposta vi è anche la richiesta che obiettivi relativi alle condizioni di finanziamento delle PMI debbano essere imposti agli istituti bancari che hanno beneficiato degli aiuti di Stato.

Nonostante le critiche che molti riservano sempre ai vertici europei, in questo caso, è stata presa la scelta giusta: ripartire dall'economia reale, ripartire dagli imprenditori che creano posti di lavoro, ripartire dalle persone.

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