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USB, grave la situazione dei servizi educativi del Comune di Trieste

L'Unione Sindacale di Base contesta i tagli della Giunta comunale che hanno intaccato i servizi educativi forniti dagli enti locali. Drastiche le riduzioni delle supplenze per le assenze del personale e gravi conseguenze sulla qualità dell'attività pedagogica e didattica

«L'attacco al mondo del lavoro e l'opera di demolizione dello Stato sociale che il governo Renzi - rende noto il portavoce della USB -  su mandato dell'Unione Europea, sta perseguendo con determinazione si riflettono pesantemente anche sui servizi educativi gestiti dagli enti locali. L'attuale Giunta, al di là dei proclami, si sta dimostrando nei fatti una zelante esecutrice di queste politiche centrate unicamente sul risparmio che stanno determinando un declino della qualità dei servizi e preparando il terreno per i privati. L'amministrazione, dopo aver già tagliato gli organici, sta riducendo drasticamente le supplenze per le assenze del personale educativo ed ausiliario».

«Negli asili e nelle scuole dell'infanzia vengono smistate le classi - si legge nella nota - il personale in servizio viene utilizzato come tappabuchi chiedendo loro prolungamenti di orario e spostamenti di sede, vengono utilizzate in modo improprio le educatrici di sostegno a discapito dei diritti dei bambini tutelati dalla legge 104/92. Nei Ricreatori grazie al piano di riorganizzazione recentemente approvato dall'amministrazione le assenze temporanee del personale non vengono di fatto quasi più sostituite da supplenti. In conseguenza di ciò decine e decine di precari non lavorano più, i lavoratori sono quotidianamente impegnati a gestire situazioni di emergenza a discapito della programmazione educativa e didattica».

«Proprio nel momento in cui le famiglie si ritrovano a sostenere costi sempre più elevati per accedere ai servizi, questi rischiano di perdere in qualità e di trasformarsi in dei parcheggi. Anche il recente cambio della dirigente del servizio è stato utilizzato dall’amministrazione per dare una accelerazione a questa politica, la nuova dirigente ha immediatamente imposto nuove modalità di lavoro più consone alla conduzione di una azienda che alla gestione di servizi educativi, dove sono indispensabili la condivisione delle idee e la collegialità delle scelte. Tutti i lavoratori sono attualmente sottoposti a forti pressioni per adeguarsi al nuovo corso che sta mettendo a rischio l’autonomia pedagogica e l’efficacia delle azioni educative. L'operazione di progressivo smantellamento dei servizi educativi ci sembra particolarmente evidente nei Ricreatori, dove il passaggio da una fruizione quasi gratuita all’introduzione di una quota legata all’attestazione ISEE ha provocato un abbandono del servizio che a dir poco è tragico, in 3 anni si è passati da 3525 iscritti (anno scolastico 2012/13) a 1369 (dati al 13.11.2015)».

«L'USB già da alcuni anni ha segnalato questo crollo delle iscrizioni ma l'assessore Grim non ha mai voluto prendere in considerazione questo problema - si legge in conclusione - anzi il calo di presenze è stato utilizzato strumentalmente per giustificare la chiusura parziale di alcune strutture. Constatiamo come in questo momento di assoluta necessità di politiche di prevenzione per i pre-adolescenti e adolescenti fortemente a rischio per l’aumento del consumo di alcool e nuove droghe questa Giunta ha deciso di svuotare i Ricreatori, luogo storico dell’integrazione sociale, del recupero e dell’educazione. Chiediamo all'amministrazione un'inversione di rotta e in particolare nell'immediato la riattivazione delle supplenze temporanee, la continuità lavorativa dei precari e la loro definitiva assunzione, il ritiro del piano di riorganizzazione dei ricreatori e accesso libero e gratuito agli stessi, come previsto dal regolamento».

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