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Uti Giuliana, arriva il parere positivo "provvisorio" di Trieste

La maggioranza approva le modifiche allo statuto, ma chiede al sindaco di provvedere all'uscita quanto prima appena si farà chiarezza sulle conseguenze

«Il Consiglio comunale di Trieste ribadisce la totale contrarietà alla riforma delle Uti, che ritiene illegittima, anche in considerazione del voto referendario». La proposta di parere della maggioranza alle modifiche dello statuto dell'Uti Giuliana, esposta l'altra sera in Aula da Piero Camber (Fi), ha consegnato al sindaco DIpiazza un compito, quello di provvedere, nei tempi e nei modi più appropriati e con le minori conseguenze negative per Trieste, all'uscita dall'Uti Giuliana. 

Tornando alla proposta di parere, infatti il voto non era vincolante per il primo cittadino, Camber, voce anche degli altri capigruppo di maggioranza firmatari, si è soffermato principalmente sul «rapporto numerico della popolazione e i voti ponderalmente assegnati dalla normativa che di fatto non consentono che in alcun modo si possa formare una maggioranza rispettosa delle singole autonomie dei Comuni e del "peso" del Comune di Trieste e di tutti i servizi che lo stesso eroga ai suoi cittadini. Quando i voti sono ponderali Trieste schiaccia gli altri comuni, ma se si raggiunge l’accordo di almeno quattro comuni lo statuto dell’Uti si può modificare». 

«La volontà del Consiglio comunale di Trieste, previa la predisposizione di tutti gli atti, è per l'uscita dall'Uti stessa, tenuto conto delle relative ripercussioni - continua Camber -. Anche nell'attesa che si faccia dovuta chiarezza sulle ripercussioni di carattere economico che ricadrebbero sul Comune di Trieste nel momento della sua uscita, si conviene con il sindaco sull'opportunità di sottoscrivere le modifiche statutarie, che al momento prevedono passaggi di funzioni e non di personale (in particolare è stato scongiurato il passaggio della Poliiza locale di Trieste all'Uti, dove però la normativa impone il passaggio dei Servizi sociali, ndr)».

Quindi la proposta di parere conclude con due indicazioni «al sindaco, in qualità anche di presidente dell'Uti Giuliana, a non porre in essere alcuna attività che vada oltre quelle obbligatoriamente previste - conclude Piero Camber - e a trovare sempre soluzioni che non penalizzino in alcun modo i cittadini di Trieste, avendo ben chiaro che le somme drenate dalle tasse dei triestini devono essere reinvestite nel territorio di questo Comune». 

«Condividiamo la critica e l’analisi, ma ci lascia perplessi l’ultimo paragrafo, perchè il parere (che non è vincolante per il sindaco) dice il contrario, cioè “siamo sfavorevoli politicamente, ma diciamo al sindaco di sottoscrivere” - commenta Paolo Menis, capogruppo del Movimento 5 stelle -. Credo che questo atto sarebbe molto più forte togliendo questa ultima frase, anche perchè non ci sarebbe alcuna ripercussione per il sindaco».

Il voto al parere è stato dunque favorevole alla proposta, con 22 si (della maggioranza), 5 no (del Partito democratico sui cui banchi però erano assenti la segretaria regionale Antonella Grim, la neo eletta presidente del Pd triestino Laura Famulari e l'ex sindaco Roberto Cosolini) e 7 astensioni (del Movimento 5 stelle più Maria Teresa Bassa Poropat).

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