Uti, Zilli (Ln): «Riforma pasticciata, sia eliminato l'incostituzionale "Fondo di perequazione"»

A dirlo, Barbara Zilli (LN), a margine del tavolo politico convocato dall'assessore Paolo Panontin in seguito all'ordine del giorno presentato in Aula a fine febbraio scorso, in occasione dell'approvazione del disegno di legge n. 136

«La posizione della Lega Nord è nota, e oggi abbiamo posto le condizioni irrinunciabili affinché possa iniziare una seria trattativa sulla riforma degli enti locali».

A dirlo, Barbara Zilli (LN), a margine del tavolo politico convocato dall'assessore Paolo Panontin in seguito all'ordine del giorno presentato in Aula a fine febbraio scorso, in occasione dell'approvazione del disegno di legge n. 136. barbare zilli consigliere regione fvg-2

Prosegue l'esponente regionale del Carroccio: «Abbiamo sempre denunciato l'inadeguatezza dell'impianto normativo della LR 26/2014 e per questo fermamente continuiamo a contestarla. Le sue numerose modifiche - ben nove - ci danno ragione, visto che di fatto è stato già stravolto l'impianto originario della norma. «La Lega pone, quindi, le condizioni irrinunciabili affinchè il tavolo politico non sia solo un'iniziativa di facciata: innanzitutto che siano congelate le tempistiche proposte dal ddl 136 e rinviate sicuramente a dopo il risultato del referendum costituzionale previsto a ottobre; che sia eliminato il Fondo di perequazione, perché è a tutti gli effetti una penalizzazione incostituzionale. Che risposte dovranno dare i sindaci non aderenti alle Uti ai cittadini quando non potranno più assicurare loro i servizi? Parallelamente, è necessaria l'eliminazione dell'articolo 60, quello relativo al potere sostitutivo della Regione: se si vuole dimostrare un cambio di rotta si abbia il coraggio di eliminare i commissariamenti.

«Inoltre individuiamo quali funzioni sono realmente di area vasta e che pertanto devono essere esercitate a un livello sovracomunale, tenendo ben presente però che le Uti non devono avere personalità giuridica. Una revisione della geografia delle stesse è parimenti ineludibile. Si tenga conto delle ottime relazioni intessute negli anni dai Comuni, mediante le convenzioni per l'esercizio dei servizi e non si permetta di disperdere patrimoni di esperienze e risorse come accadrà per la comunità del Collinare».

«Il dato politico, comunque, è che la Giunta di fatto è impantanata: questo stop permetta una reale concertazione. Ripartiamo considerando le proposte già trasfuse dal centrodestra nella proposta di legge già presentata e blocchiamo l'applicazione della LR 26. Altrimenti ne faranno le spese i cittadini, ingiustamente privati di servizi a seconda del fatto che il proprio Comune abbia aderito o meno all'Uti, a parità di tasse pagate».

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