Mercoledì, 4 Agosto 2021
Politica

Violenza sulle donne, il prefetto: «Soprattutto da coniugi e parenti, poco da stranieri»

«L'andamento di questi crimini è costante, l'accoglienza diffusa è modello vincente. Si stanno comunque istituendo i centri di rimpatrio forzato»

Nel pomeriggio del 19 giugno si è svolto in Prefettura di Trieste un incontro con il Prefetto Annapaola Porzio, promosso dal Consigliere Comunale della Lista Dipiazza Francesco Panteca sul tema “situazione della criminalità e violenze verso le donne”.
All'incontro hanno partecipato oltre al Capogruppo della Lista Dipiazza i Capigruppo di maggioranza e opposizione nonché il presidente del Consiglio Comunale di Trieste.  La richiesta di incontro nasce dai segnali preoccupanti di insicurezza e inquietudine che i cittadini di Trieste rivolgono continuamente alle forze politiche, oltre poi a quelle che la stampa riporta ripetutamente.

Il Consigliere Panteca ha avanzato la richiesta di conoscere se nella città di Trieste siano in aumento reati e comportamenti delittuosi e se la maggior parte dei crimini commessi sono attribuibili principalmente a stranieri, in particolare fenomeni quali la risse, vandalismo, aggressione anche ad agenti di polizia, spaccio di sostanze stupefacenti, traffico di armi, violenza. 

Sono state chieste al Prefetto se le misure adottate per contrastare il fenomeno della criminalità e se siano state sufficienti e quali sono quelle che intraprenderà in futuro per ripristinare la legalità nel Comune di Trieste.
Inoltre è stato affrontato il fenomeno dell'accoglienza con la richiesta di alcuni dati: il numero di presenza di stranieri ospiti nei centri di accoglienza nel Comune di Trieste e nei comuni delle UTI; la capacità del territorio Comunale di assorbire i flussi migratori; visto l'aumento della criminalità in tutte le sue forme, se il fenomeno si annida anche all'interno degli ospiti dei centri di accoglienza; valutare la possibilità di fornire dati aggregati su quanto rappresentato. Infine la richiesta adottare ogni iniziativa in Suo potere utile a far cessare quanto rappresentato a tutela dei diritti dei cittadini che rappresento.

Durante la riunione il Prefetto ha illustrato la situazione dei reati a Trieste, laddove dalle statistiche in possesso delle forze dell'ordine non sono emerse situazioni che confermino questa percezione. I dati registrano un andamento dei reati costante, e in alcuni casi, che rientrano nelle variazioni statistiche normali, commessi da stranieri. Sono stati esaminati, in particolare, il fenomeno della violenza sulle donne, che è continuamente attenzionato.

Sono stati forniti forniti verbalmente alcuni dati, dai quali si evince che la stragrande maggioranza del numero dei reati nei confronti delle donne sono perpetrati da coniuge, ex coniuge, amici e parenti. E' stato rappresentato altresì che dai dati in possesso delle forze dell'ordine:

Violenza sulle donne: Nell'anno 2016, su 8 casi denunciati sono state arrestate 7 persone (di cui 2 da afghani) e denunciati due casi di violenza su minore, per cui c'è stato anche un arresto. Nel primo quadrimestre 2016, 2 reati sono stati commessi da persone straniere, mentre nello stesso quadrimestre del 2017, 5 sono stati i casi di violenza perpetrati dagli stranieri.

Immigrazione: il FVG sta fornendo una grande disponibilità. Il modello dell’accoglienza diffusa si è dimostrato vincente. Tutti gli ospiti sono seguiti e sono istruiti anche adeguatamente attraverso corsi di educazione civica che favoriscono l’integrazione con il modo di sentire e di agire italiano e occidentale.  Per quanto riguarda la tipologia di ospiti, l’obiettivo è di fare degli scambi alla pari, sostituendo la popolazione di giovani presenti in Friuli Venezia Giulia con famiglie, donne e bambini. Si stanno istituendo i Centri di rimpatrio forzato, come previsto dalla legge,  ma per questo dovranno essere operativi gli accordi bilaterali con i paesi di origine. Anche la nuova normativa in tema di ricorsi contro i mancanti riconoscimenti della protezione internazionale sta favorendo la riduzione dei tempi di attesa per il rimpatrio delle persone che non hanno diritto a rimanere sul territorio e in accoglienza, grazie alla previsione del ricorso a un solo grado di giudizio. 

Criminalità: essendo Trieste una città di frontiera c’è sempre massima attenzione, per questo è stato potenziato il sistema di video sorveglianza sia sui confini che in città. Rientra in questa politica di prevenzione anche l’accordo con Trieste Trasporti per le telecamere sugli autobus che garantiscono sia la sicurezza degli operatori che dei passeggeri. 

Terrorismo: considerato il periodo storico, anche se a Trieste e nel FVG non ci sono segnali di minaccia di attentati terroristici si pone la massima attenzione.
Spaccio di stupefacenti: il problema è monitorato. Soprattutto è attenzionato il pubblico di giovani, che sono i possibili destinatari di tale attività. In questo ambito si sta lavorando moltissimo anche con programmi di prevenzione nelle scuole. 

Truffe e frodi online: Polizia delle Telecomunicazioni ha intensificato i controlli sulle frodi online sulle truffe agli anziani e il cyberbullismo. 
Personale FFPP: il turn over sta riprendendo con le nuove assunzioni programmate.  L’utilizzo dei militari che, come noto da soli non possono esperire servizi di controllo del territorio, è utile per Trieste per servizi di supporto ai controlli di retrovalico, in modo che un maggiore contingente di polizia possa essere destinato per il controllo della città.

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