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Zilli-Ciriani: «Impedire gender nelle scuole della regione», consiglio boccia proposta

Proposta una mozione, poi bocciata per «impedire il fiorire di modelli riconducibili alla teoria gender nelle scuole è stato un atto doveroso e corretto nei confronti di tutti quei genitori che si sono dimostrati, a ragione, preoccupati per la pericolosa deriva che sta prendendo l'educazione nelle scuole»

Proporre una mozione per impedire il fiorire di modelli riconducibili alla teoria gender nelle scuole è stato un atto doveroso e corretto nei confronti di tutti quei genitori che si sono dimostrati, a ragione, preoccupati per la pericolosa deriva che sta prendendo l'educazione nelle scuole, soprattutto dell'infanzia ed elementari, della nostra regione.

Ne sono convinti Barbara Zilli (LN) e Luca Ciriani (FdI/AN), che così motivano la presentazione della loro mozione, poi respinta dall'Aula, "La scuola non introduca ideologie destabilizzanti e pericolose per lo sviluppo degli studenti quali l'ideologia gender".

Non riusciamo a concepire una scuola che voglia entrare nell'educazione e nell'insegnamento di tematiche così delicate. Quello che vogliamo - affermano i due consiglieri di centrosestra - non è eliminare la tolleranza o la lotta alla discriminazione, ma cercare di lasciare in capo alle famiglie la scelta di come educare i propri figli, soprattutto in tenerissima età, in relazione alla sessualità e all'affettività.

Accettare ciò che è diverso da noi è sacrosanto e la tolleranza va insegnata ai nostri figli: non dobbiamo però negare quello che è il nostro modello di società che, anche per costituzione è fondato sulla famiglia tradizionale. Ma - ribadiscono la zilli e Ciriani - non dobbiamo far passare il messaggio, soprattutto nelle scuole, che il modello di famiglia sia quello descritto, ad esempio nel libro l'Acero rosso. Famiglia è papà e mamma, non due mamme, due papà. Questo non vuol dire negare che esistano altre situazioni, ma significa opporci con forza alle imposizioni di modelli educativi che nulla hanno a che fare con il ruolo della scuola. La nostra proposta - è la loro conclusione - ha subìto le scontate strumentalizzazioni da parte dei soliti sacerdoti dell'etica e della morale. Abbiamo cercato ancora una volta di mettere in guardia l'Aula rispetto ai rischi imminenti derivanti da questa eliminazione della diversità. E la scelta della maggioranza è stata mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi, negando l'esistenza di questi rischi e delle situazioni denunciate da molte famiglie.
 

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