Riserva marina di Miramare, Lauri (Sel): «Parlamentari di Trieste intervengano»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

“E’ una situazione kafkiana e inaccettabile. La mano destra non sa quello che fa la sinistra”, è il commento di Giulio Lauri, Capogruppo di Sel in Consiglio regionale, e presente alla conferenza stampa “La Riserva Marina di Miramare cacciata dal Parco demaniale dalla Soprintendenza”, tenutasi stamattina al Caffè Tommaseo, alla presenza dei rappresentanti di istituzioni locali e realtà scientifiche che collaborano con la Riserva.

“Da un lato c’è il Ministero dell’Ambiente che in concerto con quello della Marina Mercantile ha istituito la Riserva Marina di Miramare con un Decreto del 1986 ponendo il WWF Italia come ente gestore, che però nonostante gli accordi preliminari con il direttore del polo museale regionale deve lasciare entro il 31 dicembre gli spazi in concessione, non solo il  Castelletto ma anche il Bagno Ducale da cui si accede al mare; dall’ altra il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, attraverso la Soprintendenza, che però non ha tenuto fede agli impegni di proroga e li sta sfrattando. Il Governo deve intervenire con prontezza e decisione e può risolvere questa questione assurda in mezz’ora, basta che i Ministeri si parlino e concordino una soluzione comune”.

“La città e il Ministero dell’Ambiente riconoscano il lavoro importante dell’Ente gestore della Riserva: la tutela e la valorizzazione dell’ambiente e delle sue caratteristiche geomorfologiche, l’educazione e la diffusione della conoscenza degli ambienti marini, la costruzione di programmi divulgativi per una cultura di ecologia marina. Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali non può che prendere atto e trovare all’ ente gestore, il WWF, una sede idonea all’ interno della Riserva e in prossimità dell’accesso al mare per poter operare, condizione necessaria viste le attività didattiche svolte anche in acqua.

Sono certo pertanto che i parlamentari triestini, a cominciare da quelli che nella maggioranza rivestono i ruoli più importanti, intervenendo immediatamente, favoriranno l’interlocuzione fra i due Ministeri, e, se necessario, fra i due Ministri competenti, ha concluso Lauri.”

Torna su
TriestePrima è in caricamento