Gioia e lacrime per il piccolo Gabriele, dopo 8 anni di lotta il trapianto che gli ridà la vita

Il giovane è stato sottoposto a un intervento alla pelle da parte del medico lubianese Zoran Arnež. La sua storia

Una malattia rara combattuta per oltre otto anni, la sofferenza della famiglia alle prese con quella disillusione che, improvvisamente, lascia spazio alla gratitudine per l’insperato lieto fine. La storia è quella del piccolo Gabriele, quindicenne figlio di mamma Branka e papà Andrea, che dall’età di sette anni ha fatto a pugni con un mosaicismo cromosomico, patologia per cui le cellule della persona affetta non possiedono sempre lo stesso corredo cromosomico, manifestando quindi casi di particolare gravità anche nella pelle. 

Una lotta dura

Dopo quasi 10 anni di “battaglia” sul campo, condotta tra le stanze del Burlo, la famiglia di Gabriele è stata raggiunta dal dottor Zoran Arnež, lubianese e da anni primario del reparto di Chirurgia plastica dell’ospedale di Cattinara che martedì 28 gennaio ha effettuato il trapianto di pelle di cui necessitava il quindicenne. Dopo l'operazione, la speranza si è tramutata in un sorriso.

Le parole della madre   

“All’inizio abbiamo preso un po’ di paura – racconta la madre originaria di Belgrado – perché non sapevamo a cosa saremmo andati incontro. Poi il dottore ha preso in mano la situazione e ha fatto l’operazione, trapiantando parte della pelle della schiena sotto l’ascella, il punto esatto dove si era manifestata la malattia”. “Ha fatto un lavoro eccezionale – continua Branka, che preferisce farsi chiamare Bianca e che lavora in un supermercato di via Fabio Severo –. Il trapianto è andato bene anche se abbiamo dovuto aspettare tre giorni durante i quali Gabriele è stato monitorato a causa del possibile rigetto. Alla fine dei tre giorni è andato tutto bene. Siamo al settimo cielo”.

"Non saremo mai abbastanza riconoscenti"

Bianca e Andrea hanno voluto raccontare la storia del piccolo Gabriele anche per “ringraziare pubblicamente il dottor Arnež”. “Di solito si parla molto spesso delle cose che vanno male quando si parla della sanità, invece volevamo sottolineare la nostra enorme gratitudine nei confronti di tutta l’equipe medica di Cattinara”. La pelle è stata trapiantata dalla schiena alla zona ascellare. “In tutto avrà circa un centinaio di punti” racconta Bianca. Gabriele aveva iniziato a soffrire all’età di circa sette anni. “All’inizio si manifestavano semplici cisti, anche se molto rapidamente la situazione è peggiorata”. Il piccolo quindicenne nato a Trieste ha dovuto affrontare circa quattro anni e mezzo durante i quali “ha convissuto con gli immunosoppressori”.

La felicità

“Durante tutti questi anni abbiamo sofferto tantissimo – conclude Branka – e a volte forse anche inutilmente, perché ti affidi a qualsiasi cosa pur di vedere tuo figlio star bene”. Fino all’arrivo del dottor Arnež. “Non saremo mai abbastanza riconoscenti”.

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