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Lunedì, 27 Giugno 2022
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"La scuola deve tornare ad essere scuola. Siamo al collasso": la lettera ai vertici regionali

La riflessione proviene dal Coordinamento dei presidenti di consiglio di istituto del Friuli Venezia Giulia

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

Il mondo della scuola di ogni ordine e grado è al collasso. L’onere gestionale e di responsabilità che continua a gravare sulla scuola dopo due anni di pandemia è assurdo, incomprensibile e oltremodo gravoso. La pandemia porta naturalmente nella scuola problemi da risolvere come le assenze di personale docente e Ata e degli studenti, quindi un’ordinaria amministrazione che si affanna a rincorrere degli scenari fluidi, che variano quotidianamente, con grande sforzo profuso e spesso risorse appena sufficienti a garantire una scuola in presenza o a distanza. A questo, che se vogliamo è il ruolo della scuola, si aggiungono tutti gli oneri legati al tracciamento, alla gestione delle quarantene, al dover essere il tramite tra famiglie e aziende sanitarie.

Siamo davvero al collasso?

Una burocrazia che ad oggi è al collasso, un sistema che ad ogni picco di contagio come quello appena vissuto, ha mostrato di non funzionare correttamente. La procedura deve essere semplificata, è auspicabile quanto necessario. Famiglie, dirigenti scolastici, personale Docente e Ata, studenti sono stanchi ed esasperati dalle mille regole talvolta di difficile applicazione. C’è bisogno di prospettive positive. Non è più ammissibile che ad ogni picco dei contagi ci si ritrovi sempre a non poter più garantire testing e tracciamento, questo porta la scuola alla paralisi, bloccando di fatto procedure e rientro degli assenti. Purtroppo la storia non ha insegnato. Infatti, ad oggi, non sono ancora state messe in campo risorse o iniziative nuove e più efficaci che possano prevenire ritardi gestionali; tutto questo rende critica la situazione nei dipartimenti sanitari: sono in affanno con tutte le procedure legate agli isolamenti, ai tracciamenti, ai certificati di guarigione e altre disposizioni che devono assolvere.

Scuole come succursali di aziende sanitarie

Le scuole sono divenute di fatto le succursali delle aziende sanitarie, sono diventate gli unici sportelli sul territorio aperti 24 ore su 24 al fianco delle famiglie. Sarebbe stato auspicabile che, in momenti come quello attuale, le scuole venissero interpellate e coinvolte in tavoli operativi anche settimanali, dove poter portare criticità e contributi per affrontare al meglio gli scenari che variano al crescere dei contagi, invece, ancora una volta, sono state abbandonate. Le istituzioni scolastiche, rispetto alla funzione principale che devono assolvere, che è quella didattica, sono assorbite completamente dall’eccessiva richiesta che viene loro fatta: verifica positività, riorganizzazione del tempo scuola, gestione del servizio mensa, sostituzione personale assente a vario titolo, attivazione Dad, ecc., anche nelle more di comunicazioni che non arrivano da altri enti competenti e questo anche perché non conoscono in tempo reale i dati relativi a contagi/contatti/vaccinazioni del personale e degli studenti, cui si aggiunge che non è stata avviata la fornitura alle scuole di mascherine FFP2.

Le ultime circolari ministeriali

Inoltre, le ultime circolari ministeriali hanno aggravato le procedure per le scuole a vari livelli, anche arricchendole di nuove casistiche che in certi casi complicano ulteriormente l’organizzazione delle lezioni. Permane inoltre l’obbligo per gli alunni delle scuole primarie di effettuare la procedura T0-T5, anche se hanno aderito al piano vaccinale o sono guariti da meno di 120 giorni. Tutto ciò ha imposto una didattica in presenza a singhiozzo, moltissime assenze: tempo scuola che difficilmente verrà “risarcito”. Ancora una volta bambini e ragazzi pagano un prezzo altissimo a causa di questa emergenza sanitaria. La scuola è un luogo sicuro dove stanno bambini e ragazzi, facciamo in modo che la scuola possa tornare a essere scuola e a fare scuola nelle migliori condizioni possibili. 

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