Le aree verdi di Trieste, il parco di Villa Giulia

Trieste è una bella città di mare, non mancano le occasioni per godere a pieno dell'estate facendo delle belle nuotate e prendere il sole in riva al mare, ma c'è anche chi preferisce il verde. Tra le tante aree verdi presenti nel territorio, ricordiamo il parco di Villa Giulia

Parco di Villa Giulia - Foto di Giovanni Aiello

Quanti di noi durante la stagione estiva vorrebbero fuggire dall'afoso caldo cittadino e rifurgiarsi in aree naturali dove le temperatura è sicuramente più piacevole e fresca? Purtroppo, spesso il lavoro non ci permette di allontanarci molto e fare delle lunghe vacanze, ma non per questo dobbiamo rinunciare a trascorrere quelle poche ore che abbiamo a disposizione all'insegna del relax. Trieste è una bella città di mare, non mancano le occasioni per godere a pieno dell'estate facendo delle belle nuotate e prendere il sole in riva al mare, ma c'è anche chi preferisce il verde e la montagna. Tra le tante aree verdi presenti a Trieste e nel territorio circostante, ricordiamo i diversi parchi e i giardini cittadini, ottimi per fare una passeggiata rilassante tra la vegetazione durante le ore di pausa dal lavoro e non solo. Tra queste ricordiamo, ad esempio, il parco di Villa Giulia, area verde di Trieste, con una superficie che si estende per ben 235.000 mq.

Caratteristiche e storia

Il parco pubblico, acquisito dal Comune, si estende su un’area collinare a est di Trieste dove si trovano alcuni rifugi militari scavati nella roccia. Dalla villa, precisamente dalla sommità del colle, è possibile ammirare uno splendido panorama del golfo e della ciità, in un ambiente di landa carsica cosparso di ginestre. Estendendosi su due versanti con diversa esposizione, lungo i due pendii si è sviluppata una macchia diversa, una di conifere e l’altra di latifoglie. Il parco ha origini antiche, fu inaugurato nell’aprile del 1934, a più di vent’anni dalle prime acquisizioni dei terreni di proprietà delle famiglie Rumer, Geiringer e Krausenek. Lasciato per un lungo periodo in abbandono, il parco è stato riaperto al pubblico nel 1984, dopo che la riqualificazione dell'area. All'interno, infatti, possiamo trovare diverse panchine e zone attrezzate. Inoltre, negli ultimi anni sono state organizzate diverse iniziative a tema naturalistico-ricreativo per valorizzare questo luogo e godere della sua atmosfera, ad esempio, sono sorti anche dei comitati cittadini per la salvaguardia del verde minacciato dall’incombente espansione edilizia.

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Flora e fauna

La vegetazione è sicuramente rigogliosa, il parco urbano, oltre ad essere molto esteso è ben curato ed è soprattutto in primavera, con l'esplosione delle piante, che possiamo osservare la caratteristica vegetazione tipica del Carso, come la roverella, il carpino nero, l'orniello e il sommaco, che in autunno si tinge di giallo e rosso. Ricca anche la fauna selvatica, possiamo infatti scorgere caprioli, tassi, volpi e cinghiali, oltre a diverse specie di uccelli quali il picchio, la cinciallegra, la gazza e la ghiandaia. Inoltre, sono stati creati due stagni artificiali, di cui il maggiore - il “laghetto delle rane”, presso una cava dismessa - è attualmente curato dal Museo di storia naturale.

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