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Arte e luoghi di culto a Trieste, il Santuario di Santa Maria Maggiore

Trieste offre una vasta scelta di luoghi da visitare. Le tappe da percorrere sono diverse e tutte quante magnifiche, ci si può soffermare sull'aspetto naturalistico, su quello artistico, architettonico e così via. Soffermiamoci, oggi, sui luoghi di culto

Trieste è una città che offre ai turisti in visita una vasta scelta di luoghi da visitare. Le tappe da percorrere sono diverse e tutte quante magnifiche, ci si può soffermare sull'aspetto naturalistico, su quello artistico, architettonico e così via. Tra le diverse bellezze di cui la nostra città è, sicuramente, ricca, ricordiamo senz'altro i luoghi di culto, affascinanti e suggestivi sia dal punto di vista religioso che artistico. Tra questi, non possiamo non citare il Santuario di S. Maria Maggiore.

Santuario di Santa Maria Maggiore

Il Santuario si innalza di fianco alla Chiesa di S. Silvestro, oggi tempio delle Comunità Evangeliche elvetica e valdese. La Chiesa venne edificata fra il 1627 e il 1682 dai Gesuiti, giunti nella città nei primi anni del secolo. I lavori, invece, furono ultimati molto tempo dopo, infatti, la facciata fu fatta agli inizi del Settecento su progetto, sembra, del celebre architetto padre Andrea Pozzo. La decorazione interna venne posticipata ancora di più, poiché nel 1773, al momento della soppressione della Compagnia di Gesù, la Chiesa era ancora incompiuta. La Chiesa ha pianta a croce latina, l’aula a tre navate è coperta a botte, mentre all’incrocio del transetto si erge la cupola che fu ricostruita nel 1817, dopo un incendio. Nell’abside splende il grande affresco dell’Immacolata Concezione eseguito nel 1842 da Sebastiano Santi. Sull’altare maggiore, sono collocate le statue dei Santi Gesuiti Ignazio di Loyola, Luigi Gonzaga, Francesco Borgia e Francesco Saverio, scortati da Angeli. A destra del presbiterio si apre la cappella della Madonna della Salute, in cui è collocata la venerata immagine di Maria, opera seicentesca dipinta, forse, dal Sassoferrato. A sinistra del presbiterio c’è la cappella del Crocifisso, risalente al 1713. Nei bracci del transetto si fronteggiano gli altari seicenteschi dedicati  ai Santi Ignazio e Francesco Saverio. Nelle navate laterali sono collocati altri tre altari, dell’Angelo Custode, dei Martiri Triestini, della Madonna delle Grazie. Nei pennacchi della cupola il palmarino Giovanni Battista Bison dipinse, agli inizi dell’Ottocento, i quattro Evangelisti.

Storia e tradizione

La storia ci racconta che nel 1849 scoppiò un’epidemia di colera che in pochi mesi colpì numerose vittime, in quel terribile frangente la città si raccomandò fiduciosa alla protezione della Madonna della Salute e il 21 novembre si recò in massa in processione alla Chiesa dei Gesuiti, dove il vescovo celebrò un solenne pontificale. Da allora i triestini, ogni anno, il giorno dellla festa della Presentazione di Maria al Tempio, detta popolarmente della Madonna della Salute, accorrono numerosi al santuario per partecipare alle liturgie in suo onore.

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