Storia del teatro e della musica, il Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl di Trieste

Appassionati di arte, teatro e musica? Il Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl di Trieste si trova in centro città sulla riva del Canal Grande e documenta con la sua ampia raccolta la storia teatrale e musicale della città degli ultimi due secoli. Scopriamolo

Perché non programmare una giornata all'insegna dell'arte e della cultura durante un viaggio? Il Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl di Trieste si trova in centro città, esattamente nel Borgo Teresiano, sulla riva del Canal Grande (Via Gioacchino Rossini, 4) ed è un luogo affascinante da visitare. Il Museo nasce nel dicembre del 1924 grazie alla volontà di Carlo Schmidl, editore musicale e collezionista che stipulò con il Comune una convenzione con la quale rese di pubblico dominio la sua Raccolta. Ospitato inizialmente - dal 1924 al 1991 - nel Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste, a seguito di lavori di ristrutturazione di quest'ultimo, le collezioni vennero provvisoriamente trasferite a Palazzo Morpurgo in via Imbriani, per poi trovare definitiva sistemazione presso il prestigioso Palazzo Gopcevich,una struttura dal particolare intonaco bianco e rosso, con l'inaugurazione del 16 dicembre 2006. Il Palazzo, affacciato sul Canale, ha uno stile decisamente eclettico, composto da un disegno a greche rosse e gialle, inoltre, è arricchito da statue, fregi e medaglioni che ricordano i protagonisti della battaglia della Piana dei Merli (Kosovo Polje) del 1389. L'interno dell'edificio presenta ambienti di notevole ricercatezza e grande fascino sia negli arredi che nei pavimenti intarsiati fino ad arrivare ai soffitti decorati.

Fondazione

Carlo Schmidl, durante gli anni di permanenza a Trieste, raccolse libretti, fotografie, programmi di sala, manifesti e locandine, autografi e qualsiasi altro tipo di materiale utile a documentare la vita teatrale e musicale della città. In veste di autore, egli diede alle stampe il Dizionario Universale dei musicisti (prima edizione: Ricordi, 1887) che rimane tutt’oggi strumento indispensabile per qualsiasi indagine sulla "musicografia" del secondo Ottocento. Nel dicembre del 1924, dunque, la formula della convenzione permise a Schmidl, nominato curatore a vita del Museo, di mantenere la proprietà e nello stesso tempo la gestione della Raccolta, oltre che di curarne personalmente l’incremento con documenti e dati. Alla sua morte, nel 1943, Schmidl lasciò in eredità al Comune l'intera Raccolta.

Il Museo e la Collezione

Il Museo documenta la storia teatrale e musicale a Trieste degli ultimi due secoli, con raccolta di locandine, fotografie, costumi di scena e storia degli edifici teatrali. Di particolare interesse la raccolta di strumenti musicali, tra cui ricordiamo il fortepiano, l'armonium, e strumenti meccanici quali l'autopiano. Inoltre, il Museo dispone di una imponente Biblioteca ed un archivio di rilevanza internazionale, comprendente, anche, una cospicua raccolta di manifesti e programmi. La duplice anima del Museo (esposizione e centro di documentazione) si riflette nell’articolazione degli spazi all’interno del Palazzo. Il primo piano, con i suoi pavimenti intarsiati ed i suoi soffitti decorati, offre un percorso espositivo dedicato alla storia degli edifici teatrali ed ai protagonisti della musica e dello spettacolo a Trieste. Come già accennato, una significativa sezione è dedicata alla raccolta di strumenti musicali, europei ed extraeuropei, ed alla fedele ricostruzione del laboratorio del liutaio triestino Francesco Zapelli. L’esposizione di strumenti musicali, con particolare attenzione a quelli meccanici, procede al secondo piano del Palazzo, dove trovano collocazione anche gli spazi dedicati alla memoria di Giorgio Strehler ed i servizi di documentazione e consultazione. Per maggiori informazioni, per conoscere nel dettaglio le attività di cui la struttura si occupa o per organizzare una visita guidata visita il sito web ufficiale del Museo.

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