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Covid e crollo smisurato dei consumi: i dati in Italia e nel Nord Est

Le rilevazioni della flash survey del Centro studi Confimprese ha fotografato l’andamento dei consumi nei settori della ristorazione, abbigliamento e non food in tutta Italia: sebbene la situazione sia critica, il Nord Est riporta dati migliori rispetto alle aree Nord-Ovest

Foto d'archivio

L'Osservatorio permanente sull’andamento dei consumi nei settori della ristorazione, abbigliamento e non food elaborato da Confimprese-EY fotografa la desertificazione progressiva di settori importanti dell'economia italiana in era Covid a causa delle diverse restrizioni territoriali. Se il bilancio è negativo per tutti, e in particolare per Lazio, Sardegna, Liguria e Toscana, la maglia nera dei consumi va alla regione Campania con -31,5%.

Il progressivo annuo 2020 vs 2019 si attesta così a -33,5%. Ancora in sofferenza la ristorazione a -27,2%, male anche l’abbigliamento con -26,5%, il non food contiene i danni con un -12,2%. Travel maglia nera con -64,6% nel mese e -60,3% sul progressivo anno. 

Le rilevazioni della flash survey del Centro studi Confimprese sui primi 15 giorni di novembre registrano -46,7% nella ristorazione e -48% nell’abbigliamento. Male anche i centri commerciali con un calo -55% di ingressi.

L'andamento peggiore è quello delle cosiddette "high street", cioè le tradizionali strade dello shopping, che registrano una caduta degli acquisti del 31,3%, a testimonianza delle mutate attitudini di consumo delle persone che, anche a causa della restrizioni alla mobilità, stanno privilegiando necessariamente la vita di quartiere. Notevole, comunque,  il calo anche per i centri commerciali (-26.5%) e gli outlet (-16,3%).  

"Il mese di ottobre ha gelato la lenta ripresa dei consumi - commenta Mario Maiocchi, direttore Centro Studi Confimprese -. L’introduzione di misure restrittive nelle grandi superfici  e nella ristorazione, insieme a un clima di preoccupazione per il rinvigorire dei contagi e alla confusione generata nei consumatori da un susseguirsi di regole e limitazioni in continuo cambiamento e sovrapposizione nazionale, regionale e comunale, hanno contribuito a questa brusca inversione di trend. Il timore è che si possa prospettare ancora per i prossimi mesi un’alternanza di periodi simili al primo lockdown e al post lockdown, con le pesanti conseguenze che si possono immaginare sulla tenuta del settore".

L'andamento per aree e regioni

Le aree del Nord-Est e Sud riportano dati migliori rispetto alle aree Nord-Ovest e Centro. La regione con l'andamento peggiore è la Campania che con -31,5% supera Lazio a -30,5%, Sardegna a -28%, Liguria a -27,8%, Toscana a -27,6%, Lombardia -26,7%, Piemonte -24,2%, Emilia-Romagna -21,3%, Veneto e Friuli-Venezia Giulia -22,2%, Sicilia  -20,5%, Puglia -13,7% e Calabria -7,8% . 
 

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