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Le erbe spontanee del Carso

Per i triestini raccogliere le erbe spontanee è una vera e propria tradizione che mantiene viva la cucina locale. Ma quali erbe è possibile trovare passeggiando sul Carso? Ecco la lista di Trieste Green

Cucinare e insaporire i nostri piatti con le erbe aromatiche/spontanee è un'esperienza che permette di conoscere al meglio il sapore del nostro territorio. E se abitiamo a Trieste o nei dintorni, questa è una un'esperienza che è facile vivere grazie al nostro amato Carso. Una bella passeggiata in natura sull’altipiano carsico, infatti, ci consente di raccogliere un’infinità di specie commestibili che sin dalla storia fanno parte della tradizione culinarie locale. Tantissimi piatti della tradizione sono infatti arricchiti da buonissime erbe che rendono più saporite le nostre pietanze.

Per i triestini raccogliere le erbe spontanee è una vera e propria tradizione che mantiene viva la cucina locale. Bisogna ovviamente stare attenti alla stagione in cui ci troviamo, ricordando sempre la legge di riferimento che fissa i limiti di raccolta delle erbe spontanee, ovvero la legge regionale del Friuli Venezia Giulia 9 del 2007. Inoltre, per informazioni più dettagliate sulla possibilità di raccoglierle, bisogna sempre rivolgersi al Corpo Forestale Regionale. Va infine specificato che bisogna fare attenzione, la raccolta è infatti strettamente consigliata a persone esperte

Le erbe spontanee del Carso

Ecco, grazie ad un interessante articolo del sito Trieste Green, una lunga lista delle erbe spontanee che è possibile raccogliere sul Carso per creare piatti strepitosi.

  • La rosa canina è una pianta appartenente alla famiglia delle Rosacee. È la specie di rosa spontanea più comune in Italia, e molto frequente nelle siepi e ai margini dei boschi. I frutti si raccolgono in inverno per produrre buonissime marmellate.
  • Il corniolo è un arbusto forestale autoctono, appartenente alla famiglia delle Cornaceae e al genere Cornusi, i cui frutti, le corniole, sono commestibili, come pure il ciliegio selvatico (chiamato marasca).
  • Ginepro, un genere di pianta della famiglia delle Cupressaceae, comprendente 60 specie legnose, arboree e arbustive, tra cui sette spontanee della flora italiana e adatte alla selvicoltura. Dai suoi frutti (che si raccolgono in autunno, tra settembre e ottobre) si ricava, sul Carso, un distillato dal carattere altamente digestivo, vale a dire il brinjevec.
  • Ortiche e cardi: entrambi crescono un po’ dappertutto in Carso e vanno cucinati e consumati cotti. Del Cardo (che si può raccogliere anche da fine ottobre a fine inverno) vanno utilizzati i piccioli, mentre delle ortiche, che si raccolgono in primavera e prima della loro fioritura, si prediligono le foglie. Da quest’ultime si possono produrre risotti, tisane, decotti.
  • L’asparago selvatico, i germogli - che crescono generalmente nelle zone incolte del Carso - si raccolgono nella prima parte della primavera e vengono solitamente abbinati ad alimenti come la pancetta, il prosciutto cotto, lo speck o le uova strapazzate. 
  • Salvia, finocchio selvatico, la menta, il timo, la mentuccia fanno tutte parte di una lunga lista di erbe che nei periodi che vanno dalla primavera all’autunno si trovano tra il Carso e l’Istria.
  • La santoreggia è un'erba che appartiene al genere di piante spermatofite dicotiledoni della famiglia delle Lamiaceaeche, si può utilizzare in cucina sia fresca che dopo averla messa ad essiccare in alcuni vasetti e la cui raccolta può avvenire quasi tutto l’anno tranne in inverno.
  • Il tarassaco, è una pianta a fiore appartenente alla famiglia delle Asteracee. L'epiteto specifico, officinale, ne indica le virtù medicamentose, note fin dall'antichità e sfruttate con l'utilizzo delle sue radici e foglie.
  • I capperi, "in alcune zone della provincia di Trieste cresce anche la pianta del cappero ma in questo caso è molto meno frequente. Un’area interessata è quella dei muraglioni del castello di San Giusto, in pieno centro a Trieste".
  • Il pungitopo è un arbusto sempreverde con tipiche bacche rosse impiegate come ornamento natalizio, appartenente alla famiglia delle Asparagaceae. "Cresce nel sottobosco triestino e non sono in molti a sapere che i suoi germogli sono commestibili".

Fonte Trieste Green

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