Escursione lungo il sentiero Gemina per scoprire le meraviglie carsiche: l'itinerario

L'autunno è il periodo perfetto per godere dell'aria limpida e rigenerativa della montagna. Il nostro territorio offre molte opportunità per fare un'escursione all'insegna delle meraviglie carsiche più autentiche, ecco il percorso che vi proponiamo

Foto Giovanni Aiello

Siete degli appassionati del trekking? Amate la natura incontaminata e fare lunghe passeggiate? L'autunno è il periodo perfetto per godere dell'aria limpida e rigenerativa della montagna, con i primi freddi della stagione la natura si colora di accese e romantiche colorazioni che vanno dal giallo oro al rosso brillante della porpora. Uno spettacolo da non perdere assolutamente. Il nostro territorio offre molte opportunità per fare un'escursione all'insegna delle meraviglie carsiche più autentiche, ed oggi vi proponiamo un percorso grazie all'itinerario illustrato da Turismo Fvg.

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Il sentiero Gemina

L’intero itinerario si sviluppa lungo alcune caratteristiche strade utilizzate un tempo come vie secondarie e di servizio per le attività agricole e pastorali. I numerosi cartelli con le frecce verdi su fondo giallo posti lungo la via indicano la direzione da percorrere, le osmize, gli agriturismi e le molte attività artigianali che si incontrano lungo il percorso. La segnaletica è arricchita anche da informazioni relative alla flora e alla fauna presenti lungo il tracciato.

L'itinerario

Il tracciato di Gemina è stato così chiamato per omaggiare la strada romana che congiungeva Aquileia a Trieste. “Gemina” deriva con buona probabilità dal nome della XIII Legione, che costruì questo tratto viario, allora necessario a collegare l’impero romano con Lubiana.

Lungo il percorso si arriva alla piazza di Malchina, il cuore del borgo. A dominarla sono la chiesa in stile barocco dedicata a San Nicola. Durante la Grande Guerra il borgo fu danneggiato dai colpi d’artiglieria a causa della sua vicinanza con il Monte Ermada, ultimo baluardo austriaco posto a difesa di Trieste e del suo porto, d’importanza strategica per l’Impero.

Il tracciato di Gemina va intrapreso proseguendo dritti. Nel primo tratto del percorso, la carrareccia passa tra prati e una boscaglia di cedui, per poi proseguire in un bosco di pini neri. Al primo bivio, se si lascia il sentiero Gemina, si raggiunge il borgo di Slivia, dove c’è il castelliere Marchesetti: un imponente sito di difesa risalente al II millennio avanti Cristo, fortificato con due muraglioni di pietre giustapposte a secco, uno dei quali alto fino a 5 metri.

Dopo i primi 5 km trascorsi tra i boschi, si arriva alle prime case di San Pelagio. Per continuare il sentiero si costeggia la chiesa dedicata al Santo, passando dietro l’abside, e scendendo in direzione del mare. Usciti dal borgo, si prosegue verso Prepotto seguendo sempre le frecce verdi su fondo giallo.

Si percorreranno alcune strette stradine tra le recinzioni, per poi attraversare sentieri che costeggiano filari di vite volti all’Adriatico e oliveti. È questo uno dei tratti più panoramici e suggestivi del sentiero, dove lo sguardo può spaziare tra il verde delle vigne e degli ulivi e il blu del mare. I bassi vitigni sono coltivazioni di varietà autoctone, sopravvissute alle epidemie che hanno colpito nei secoli queste aree. Il tracciato costeggia soltanto il borgo di Prepotto, dove ancora si conservano molte case tipiche, con camini e grondaie in pietra, fedeli testimoni delle architetture rurali caratteristiche del Carso.

Si prosegue lungo il percorso finché s’incontra un cartello con l’indicazione “Grotta Azzurra”. Per raggiungerla serve fare una piccola deviazione dal Gemina. Si seguono dei segnavia di vernice rossa, costeggiando prima alcuni vigneti, poi il sentiero si addentra tra la boscaglia. Il sentierino da imboccare scende di quota fino alla dolina, sul cui fondo si trova l’apertura della grotta.

Sul fianco di un’ampia dolina si apre la Grotta Azzurra (Zidaričeva pejca). Visitata la Grotta si riprende il sentiero Gemina e da qui si prosegue fino a incrociare la strada provinciale.

Il sentiero prosegue sulla strada asfaltata che conduce all’abitato di Ternova, dove le tipiche case carsiche sono incorniciate dal verde. Proseguendo si arriva a Samatorza.

Proseguendo lungo il sentiero Gemina, si arriva invece alla chiesa di San Ulderico, del XV secolo, una delle più antiche del Carso.

Per arrivare a Sales, si percorre un lungo tratto di boscaglia che conduce prima sotto le pendici del monte Coste, poi al limite settentrionale dell’abitato, tra i borghi più popolosi del comune di Sgonico. Deviando dal tracciato, se si scende in centro, vicino al pozzo, s’incontra un altro sentiero, il Rekikenca, dedicato a Lojze Spacal, pittore sloveno e cittadino onorario di Sgonico.

Proseguendo lungo il sentiero in direzione di Colludrozza, incontriamo un vero tesoro per le antiche genti carsiche: uno stagno. Si giunge infine all’ultima tappa del sentiero: Sgonico.

L’abitato, proprio al centro dell’altipiano, è oggi conosciuto anche per il Giardino Botanico Carsiana, che ospita più di seicento specie vegetali rappresentative della flora di tutta l’area circostante, italiana e slovena.

Per informazioni più dettagliate vai sul sito di Turismo Fvg.

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