Domenica, 21 Luglio 2024
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Torna in città il Festival della musica e cultura ebraica

Quattro concerti a ingresso libero promossi dall'Associazione Musica Libera in collaborazione con Museo della Comunità Ebraica di Trieste, Comunità Ebraica di Trieste e Festival Viktor Ullmann

TRIESTE - Ritorna anche quest'anno, come da tradizione ormai ultradecennale, il Festival di musica e cultura ebraica Erev/Layla organizzato dall’Associazione Musica Libera in collaborazione con Museo della Comunità Ebraica di Trieste, Comunità Ebraica di Trieste e Festival Viktor Ullmann e con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

La rassegna, giunta alla sua diciassettesima edizione, ha visto finora la presenza a Trieste di tantissimi artisti che si sono occupati di musica e cultura ebraica, molti dei quali provenienti anche dall’estero. Il festival sarà costituito anche quest'anno da quattro concerti a ingresso libero che si terranno sulla Terrazza del Museo Ebraico di Trieste dal 18 al 27 giugno con inizio alle ore 21.00.

"Un festival - rileva il direttore artistico, Davide Casali - culturalmente molto evoluto, con musiche che abbracciano tutto il mondo ebraico e di rara esecuzione e che vede la partecipazione di giovani musicisti, uomini e donne provenienti da tutta Europa che eseguono una musica senza confini che ci riporta a quello che fu la cultura ebraica degli anni passati e quella che ancora oggi si può conoscere attraverso la cultura e la musica. Da anni il Museo Ebraico collabora con noi alla realizzazione di questa manifestazione che assieme alle varie attività del Museo rendono Trieste uno spazio culturale da visitare e conoscere”.

Shira Utfila, questa sera

Il primo concerto dell'edizione 2024 si terrà questa sera, martedì 18 giugno. In collaborazione con la Comunità ebraica di Belgrado si esibirà la formazione Shira Utfila (canto e preghiera), un ensemble multietnico e multiconfessionale che trae ispirazione dalla diversità e dalla ricchezza delle tradizioni musicali giudeo-spagnola, turco-ottomana, araba e balcanica.

Fondata nel 2000 dal cantante e suonatore di oud Stefan Sablic con l'obiettivo di preservare e promuovere il patrimonio musicale sefardita dei Balcani, del Mediterraneo e del Nord Africa, Shira Utfila ha pubblicato sette CD, è stata in tournée in una dozzina di paesi e ha collaborato a vari progetti di ricerca e produzione che coinvolgono la musica sefardita dei Balcani, del bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente. La band fonde con passione la conoscenza delle tradizioni classiche e la dedizione alla loro preservazione con un talento per l'improvvisazione e un talento per la fusione. Il suo suono distinto apporta un tocco moderno a un'eredità storica.

Gli altri appuntamenti

Giovedì 20 giugno si svolgerà la performance “Le Rose Bianche. Musica e poesia al femminile tra memoria e contemporaneità” con Beatrice Palumbo - Soprano; Stefania Gerra - Violino; Laura Faoro - Flauto e Simonetta Heger - Pianoforte. Note storiche di Pinuccia Carrer. Molte sono le donne che hanno patito nei campi di concentramento, ma per alcune le sofferenze sono state moltiplicate dal fatto che la loro creatività musicale di interpreti e di compositrici è stata piegata dal male, o obbligatoriamente messa al servizio dei padroni dei lager. Così scrive Paola Ciarlantini nella Ballata per Alma Rosè: "è vero, tutte le rose bianche che in questo programma vogliamo ricordare hanno un destino racchiuso nella custodia del loro strumento, nella loro voce, in un gesto, in un passo di danza, in una poesia, in una musica. Molte sono donne che han patito nei campi di concentramento; se fosse possibile una classifica del dolore, hanno sofferenze moltiplicate dal fatto di esser madri: l’amico che riconosce Ilse Weber, con il figlioletto all’entrata della camera a gas di Auschwitz le raccomanda (rischiando lui stesso la vita): fai cantare il tuo bambino, così respirerà più in fretta e soffrirà meno…”. Ma le loro sofferenze sono moltiplicate anche dal fatto che la loro creatività musicale, di interpreti come di compositrici, è piegata dal male, o obbligatoriamente messa al servizio dei padroni dei lager.

Martedì 25 giugno si esibirà il Duo Elimo (Giovanni Cardillo, Violino e Francesco Buffa, Pianoforte). L'ensemble, composto da Giovanni Cardillo al violino e Francesco Buffa al pianoforte, trasmette energia e creatività attraverso un repertorio originale dedicato alla musica degenerata e concentrazionaria. Un concerto per violino e pianoforte dedicato ai compositori “degenerati” italiani che purtroppo ancora oggi vengono poco eseguiti ma che dovrebbero essere inseriti nei contesti cameristici e nelle sale da concerto in tutto il mondo. Verranno eseguite musiche di A. Finzi, A. Gentili e G.A. Fano.

A conclusione della rassegna, giovedì 27 giugno si terrà il concerto dei Giovani pianisti della scuola di Pierpaolo Levi in collaborazione con l’associazione Associazione Nives Caetani Buzzai. Da anni il pianista Pierpaolo Levi, stretto collaboratore del Festival Viktor Ullmann, fa studiare ed eseguire ai propri allievi musiche di autori ebrei considerati “degenerati”. Gli allievi del pianista propongono una raccolta di musiche degenerate, composte da musicisti che hanno vissuto la persecuzione durante la Seconda Guerra Mondiale. “Anche in questa occasione - conclude Casali - avere degli allievi così giovani che studiano questo repertorio risulta essere molto importante e costituisce un vanto per il Festival”.

L’ingresso ai concerti è libero e gratuito fino ad esaurimento posti. I concerti si terranno anche in caso di maltempo in una struttura al coperto.
Per informazioni: info@musicalibera.it; 340 0813203 o www.museoebraicoditrieste.it.

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