Venerdì, 17 Settembre 2021
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Scoperte tracce di vapore acqueo nell'atmosfera di Ganimede

Per la prima volta, grazie alle osservazioni spettroscopiche delle aurore di Ganimede effettuate dal Telescopio spaziale Hubble, sono state trovate le prove di questo cambiamento di stato chiamato sublimazione

Ganimede è il maggiore dei satelliti naturali del pianeta Giove e il più grande dell'intero Sistema Solare; supera per dimensioni (ma non per massa) lo stesso Mercurio. Composto principalmente da silicati e ghiaccio d'acqua, è totalmente differenziato con un nucleo di ferro fuso. Si ritiene che un oceano di acqua salata esista a circa 200 km di profondità dalla superficie, compreso tra due strati di ghiaccio. La superficie ganimediana presenta due principali tipi di terreno: le regioni scure, antiche e fortemente caraterizzate, si ritiene si siano formate 4 miliardi di anni fa e coprono un terzo della luna; e le zone più chiare, di formazione leggermente più recente, ricche di scoscendimenti e scarpate che coprono la restante parte.

La luna gioviana Ganimede è situata a oltre 800 milioni di chilometri dalla Terra, il ghiaccio d’acqua sulla sua superficie è congelato a temperature che arrivano fino a meno 150 gradi. Come leggiamo su media.inaf.it, "queste temperature estreme lo rendono duro come la roccia. Tuttavia, in pieno giorno, la pioggia di particelle cariche emesse dal Sole è sufficiente a trasformare il ghiaccio in vapore acqueo". Per la prima volta, grazie alle osservazioni spettroscopiche delle aurore di Ganimede effettuate dal Telescopio spaziale Hubble, sono state trovate le prove di questo cambiamento di stato chiamato sublimazione.

Il vapore acqueo in Ganimede

Ganimede contiene più acqua di tutti gli oceani della Terra, ma le temperature sono così fredde che l’acqua sulla superficie è congelata. "Per trovare le prove dell’esistenza del vapore acqueo, gli astronomi hanno riesaminato le osservazioni di Hubble degli ultimi due decenni. Nel 1998, lo Space Telescope Imaging Spectrograph (Stis) di Hubble riprese le prime immagini ultraviolette (Uv) di Ganimede, che rivelarono le cosiddette bande aurorali e fornirono ulteriori prove del fatto che Ganimede presenta un debole campo magnetico. Le somiglianze riscontrate in queste osservazioni furono spiegate dalla presenza di ossigeno molecolare.

Recentemente, Lorenz Roth del Kth Royal Institute of Technology di Stoccolma e il suo team hanno esaminato più da vicino la distribuzione relativa dell’aurora nelle immagini Uv. La temperatura della superficie di Ganimede varia fortemente durante il giorno, e intorno a mezzogiorno vicino all’equatore può diventare sufficientemente calda da far sì che la superficie del ghiaccio rilasci piccole quantità di molecole d’acqua".

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