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Giorno del ricordo: l'esodo giuliano-dalmata in musica con "Magazzino 18"

In occasione del Giorno del ricordo vogliamo ricordare "Magazzino 18", un musical scritto da Simone Cristicchi in collaborazione con Jan Bernas, giornalista e autore del libro "Ci chiamavano fascisti, eravamo italiani"

Una ricorrenza che riguarda tutti ma a Trieste un po' più da vicino: il Giorno del ricordo è una solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno, che ricorda i massacri delle foibe e l'esodo giuliano dalmata. Istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92, vuole "conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale".

Al Giorno del ricordo è associato il rilascio di una medaglia commemorativa destinata ai parenti delle persone soppresse e infoibate in Istria, a Fiume, in Dalmazia o nelle province dell'attuale confine orientale dall'8 settembre 1943, data dell'annuncio dell'entrata in vigore dell'armistizio di Cassibile, il 10 febbraio 1947, giorno della firma dei trattati di pace di Parigi. La data prescelta è il giorno in cui, nel 1947, furono firmati i trattati di pace di Parigi, che assegnavano alla Jugoslavia l'Istria, il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia, in precedenza facenti parte dell'Italia.

Foibe e l'esodo degli italiani d'Istria da ricordare non solo il 10 febbraio

Magazzino 18

In occasione del Giorno del ricordo vogliamo ricordare "Magazzino 18", un musical scritto da Simone Cristicchi in collaborazione con Jan Bernas, giornalista e autore del libro "Ci chiamavano fascisti, eravamo italiani". Lo spettacolo è un'opera che racconta il dramma dell'esodo istriano, giuliano e dalmata nel secondo dopoguerra: la storia di molti italiani costretti ad abbandonare la propria terra a seguito della sconfitta dell'Italia, la quale nel 1941 aveva invaso la Jugoslavia, nella seconda guerra mondiale.

Queste terre, con il trattato di Parigi, vennero assegnate dagli Alleati alla Jugoslavia. Il magazzino 18 è l'edificio del Porto Vecchio di Trieste in cui è conservata oggettistica di una parte di esuli. Lo spettacolo ha raccolto un notevole successo e ha ricevuto una lunga serie di recensioni e reazioni positive. Alcuni storici e giornalisti di sinistra l'hanno invece accusato di fornire «una lettura parziale, se non univoca» degli eventi. Le musiche originali dello spettacolo sono di Simone Cristicchi e Valter Sivilotti, il quale ne ha curato anche gli arrangiamenti orchestrali, ed eseguite dalla FVG Mitteleuropa Orchestra. Dallo spettacolo è stato anche ricavato un libro, edito dalla Mondadori. Vi proponiamo il testo del brano:

Siamo partiti in un giorno di pioggia
Cacciati via dalla nostra terra
Che un tempo si chiamava Italia
E uscì sconfitta dalla guerra
Hanno scambiato le nostre radici
Con un futuro di scarpe strette
E mi ricordo faceva freddo
L'inverno del '47
E per le strade un canto di morte
Come di mille martelli impazziti
Le nostre vite imballate alla meglio
I nostri cuori ammutoliti
Siamo saliti sulla nave bianca
Come l'inizio di un'avventura
Con una goccia di speranza
Dicevi "non aver paura"
E mi ricordo di un uomo gigante
Della sua immensa tenerezza
Capace di sbriciolare montagne
A lui bastava una carezza
Ma la sua forza, la forza di un padre
Giorno per giorno si consumava
Fermo davanti alla finestra
Fissava un punto nel vuoto diceva
Ahhah
Come si fa
A morire di malinconia
Per una terra che non è più mia
Ahhah
Che male fa
Aver lasciato il mio cuore
Dall'altra parte del mare
Sono venuto a cercare mio padre
In una specie di cimitero
Tra masserizie abbandonate
E mille facce in bianco e nero
Tracce di gente spazzata via
Da un uragano del destino
Quel che rimane di un esodo
Ora riposa in questo magazzino
E siamo scesi dalla nave bianca
I bambini, le donne e gli anziani
Ci chiamavano fascisti
Eravamo solo italiani
Italiani dimenticati
In qualche angolo della memoria
Come una pagina strappata
Dal grande libro della storia
Ahhah
Come si fa
A morire di malinconia
Per una vita che non è più mia
Ahhah
Che male fa
Se ancora cerco il mio cuore
Dall'altra parte del mare
Quando domani in viaggio
Arriverai sul mio paese
Carezzami ti prego il campanile
La chiesa, la mia casetta
Fermati un momentino, soltanto un momento
Sopra le tombe del vecchio cimitero
E digli ai morti, digli ti prego
Che non dimentighemo

Fonte per il testo: Musixmatch

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