Il Caffè Tommaseo: un tesoro storico e artistico a Trieste

I caffè storici di Trieste sono vita e rappresentano una delle mete turistiche più ambite della città. Tra questi non possiamo non ricordare il Caffè Tommaseo, la più antica caffetteria ancora in funzione in città

Foto su pinterest.it di Miroslav Eror

Trieste è fortemente legata al mondo e alla cultura del caffè, sia per i cospicui traffici che si svolgono nel suo porto, sia per le molteplici realtà industriali di torrefazione che vi operano, ma anche per i suoi caffè storici, locali dal fascino antico in cui amavano incontrarsi e lavorare illustri letterati quali Svevo, Saba, Joyce, per arrivare sino ai giorni nostri con Magris.

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I caffè storici di Trieste sono vita e rappresentano una delle mete turistiche più ambite della città. Tra questi, ricordiamo il Caffè Tommaseo, la più antica caffetteria ancora in funzione in città. Aperto nel 1830, il caffè si trova in piazza Niccolò Tommaseo direttamente sul lungomare della città nuova (Borgo Teresiano) e offre cucina italiana creativa in un ambiente raffinato con specchiere e vista sul mare.

Artisti e intellettuali ai caffè storici

Con una storia molto lunga e ricca di tradizioni, il Caffè Tommaseo fu uno dei centri del movimento irredentista triestino e ancora oggi è un luogo di ritrovo per commercianti, artisti e intellettuali triestini. Tra i clienti più noti del Caffè Tommaseo si ricordano Domenico Rossetti, Pietro Kandler, Virgilio Giotti, Giani Stuparich, Pier Antonio Quarantotti Gambini e Umberto Saba. Italo Svevo scrisse in questo locale alcune opere, mentre Claudio Magris ha scritto qui la sua opera più famosa, Danubio. Marcato, proprietario della caffetteria, organizzò anche numerosi concerti (al giovedì quelli dell'orchestra del Teatro comunale e al sabato la banda) e mostre d'arte di noti pittori come Giuseppe Bernardino Bison.

Architettura

Il palazzo che ospita il Caffè Tommaseo fu costruito nel 1824 su iniziativa di due mercanti mantovani: i fratelli Felice e Vitale Vivante commissionarono infatti all'architetto triestino Antonio Buttazzoni il progetto in piazza dei Negozianti, oggi chiamata piazza Niccolò Tommaseo. Nel 1830 il padovano Tomaso Marcato aprì il Caffè Tomaso al piano terra dell'edificio. Marcato abbellì la sua caffetteria con sedie realizzate dall'ebanista Michael Thonet e specchi da parete belgi; inoltre commissionò al pittore friulano Giuseppe Gatteri (1799-1878) la decorazione murale. Negli anni 1984-1986 il palazzo fu ristrutturato dalle assicurazioni Generali, mentre nel 1997, su iniziativa del nuovo proprietario, i locali sono stati completamente ristrutturati e gestiti secondo l'originale tradizione della caffetteria viennese. La decorazione interna originale è stata in gran parte conservata.

Storia

Nel 1848 il locale fu ribattezzato Caffè Tommaseo, in onore dello scrittore e patriota dalmata Niccolò Tommaseo. In questo periodo, questa caffetteria divenne un punto d'incontro per il Risorgimento italiano a Trieste. Una lapide commemorativa, posta dall'Istituto nazionale per la storia del Risorgimento:

"Da questo Caffè Tommaseo, nel 1848, centro del movimento nazionale, si diffuse la fiamma degli entusiasmi per la libertà italiana."

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Dopo l'esecuzione a morte di Guglielmo Oberdan nel 1882, apice del movimento irredentista triestino, il nome della caffetteria fu cambiato in Caffè Tomaso per paura della reazione delle autorità austro-ungheresi. Solo quando le prime truppe italiane sbarcarono al molo Audace il 3 novembre 1918, unendo così la città all'Italia, il locale venne nuovamente ridenominato Caffè Tommaseo. Il 7 aprile 1954 il locale è stato ufficialmente dichiarato monumento storico e artistico.

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