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Statua di James Joyce, Canal Grande - Foto di Giovanni Aiello

Statua di James Joyce, Canal Grande - Foto di Giovanni Aiello

Itinerario culturale a Trieste, sulle orme di James Joyce e Italo Svevo

Spesso ci si chiede cos'è che rende Trieste una città misteriosa ed elegante. Oltre ad avere una storia particolare, Trieste, tra le sue numerose curiosità e meraviglie, è una città che ha affascinato e ispirato molti scrittori, letterati e intellettuali. Ecco un breve itinerario culturale sulle orme di James Joyce e Italo Svevo

Spesso ci si chiede cos'è che rende Trieste una città misteriosa ed elegante. Oltre ad avere una storia particolare, Trieste, tra le sue numerose curiosità e  meraviglie, è una città che ha affascinato e ispirato molti scrittori, letterati e intellettuali provenienti da tutta Europa. Questi ultimi l’hanno scelta non solo come protagonista delle proprie opere, ma spesso come luogo in cui vivere. Trascorrere un weekend in questa città, considerata da sempre crocevia della cultura italiana, può essere, infatti, una scelta che vale decisamente la pena di compiere.

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Sulle orme di Joyce e Svevo

Se siamo interessati ad un viaggio decisamente culturale, possiamo iniziare la nostra esplorazione dal centro cittadino. Qui, infatti, sono collocate le tre statue dedicate a Italo SvevoJames Joyce e Umberto Saba. Oggi ci soffermiamo sui primi due.

Italo Svevo, triestino di nascita, è stato uno scrittore e drammaturgo italiano, autore di tre romanzi, numerosi racconti brevi e opere teatrali. Venne scoperto solo dopo la pubblicazione de La coscienza di Zeno da Eugenio Montale e da alcuni critici francesi su segnalazione di Joyce. In pochi anni la sua grandezza si afferma a livello internazionale, ma non riuscì a godere del successo in quanto nel 1928 morì in seguito ad un incidente stradale.

Joyce, invece, di origine irlandese, amante della letteratura italiana, si trasferì a Trieste per lavoro. Quest'ultimo è stato uno scrittore, poeta e drammaturgo, benché la sua produzione letteraria non sia molto vasta, è stato di fondamentale importanza per lo sviluppo della letteratura del XX secolo, in particolare della corrente modernista. La statua di Svevo si trova in Piazza Hortis e quella di Joyce sul ponte del Canal Grande.

L’itinerario può continuare sulle orme di Svevo, una tappa d’obbligo è quella allo storico caffè San Marco, dove lo scrittore si recava abitualmente. Si può poi proseguire verso la Biblioteca Civica di Piazza Hortis che oggi ospita il Museo Sveviano, qui infatti Svevo amava immergersi nella lettura e nella scrittura. Inoltre, un’altra tappa immancabile è la passeggiata al Giardino Pubblico di via Giulia, luogo di ambientazione di diverse scene dei suoi romanzi Una vita, Senilità e La coscienza di Zeno.

Per quanto, invece, riguarda le orme di Joyce a Trieste, bisogna cominciare dalla Berlitz School, di via San Nicolò, la scuola in cui Joyce insegnò inglese e che gli permise di conoscere Svevo. Quest'ultimo, entrò in contatto con Joyce, che colpito dalla vena artistica fino ad allora ignorata dal pubblico di Svevo, come accennato prima, lo fece conoscere all’estero. Pare che proprio negli anni trascorsi a Trieste Joyce vide pubblicata la raccolta poetica Musica da camera e fu qui che trovò l’ispirazione per scrivere Gente di Dublino, una delle sue opere principali. Ancora sulle tracce di Joyce, si può procedere al suo appartamento di Piazza Ponterosso o al caffè Stella Polare che frequentava abitualmente.

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