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Lis Aganis, la leggenda delle protettrici dei pescatori in Friuli Venezia Giulia

Protagoniste di storie e leggende della Carnia e di molti paesi dell'arco alpino, le Aganis sono ninfe acquatiche protettrici dei pescatori. Il mito delle Aganis potrebbe derivare dalle ninfe romane, ma non si esclude una connessione con la cultura germanica antica

Foto d'archivio

Per continuare con le antiche credenze popolari, curiosità e tradizioni della nostra regione, oggi parliamo di una particolare e antichissima leggenda. Protagoniste di storie e leggende della Carnia e di molti paesi dell'arco alpino, le Aganis sono delle ninfe acquatiche il cui termine deriva dal latino "aquana". Il mito delle Aganis potrebbe derivare dalle famose ninfe romane, anche se non si esclude una connessione con alcuni elementi delle cultura germanica antica.

Secondo la leggenda friulana, lis Aganis sono spiriti dei corsi d'acqua, quindi si possono trovare nei fiumi, nei torrenti, nei ruscelli e nelle fonti d'acqua. Anche se vengono rappresentate in modi differenti, assumono sempre sembianze femminili. Sempre secondo la leggenda, queste figure, spesso rappresentate come delle giovani fanciulle o, talvolta, anche come delle donne anziane, sono visibili nelle notti di Luna piena. In queste occasioni, infatti, lis Aganis si riunivano e danzavano in abiti bianchi che lasciavano poi asciugare al chiaro di Luna.

Protettrici dei pescatori

Lis Aganis, secondo la varie leggende popolari, sono le protettrici dei pescatori e, in diverse occasioni, si prestano ad aiutare gli uomini, ad esempio si racconta che abbiano insegnato alle donne la lavorazione della lana ed agli uomini la trasformazione del latte in formaggio. Inoltre, secondo la credenza popolare viene attribuito loro il potere di far sognare i bambini. Attenzione però: sempre secondo le diverse leggende, se offese, lis Aganis possono portare sfortuna per il resto della vita. Alcune figure, quindi, sono molto docili, mentre altre sono particolarmente cattive.

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