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Foto da Wikipedia

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Migliori pandori artigianali 2020: la classifica di Dissapore

Team panettone o pandoro? Se anche voi amate il soffice lievitato dall'inconfondibile profumo di burro e vaniglia, Dissapore, famoso blog dedicato al cibo, ha lanciato quest'anno la prima edizione della classifica dedicata ai migliori pandori artigianali del 2020

Nonostante quest'anno trascorreremo delle feste diverse, a pochi giorni dal 25 dicembre, il clima di Natale ha ormai contagiato tutta l’Italia. Di fronte ai ricchi banconi delle pasticcerie aleggia sempre il solito dubbio tipico di questo periodo dell’anno: panettone o pandoro

Abbiamo già parlato del panettone, storico dolce nato in Lombardia. Il pandoro, invece, ha origine veneta e, al contrario del primo, è caratterizzato dall'assenza di canditi e uvetta. Una soffice stella dorata a base di burro e vaniglia, con l'aggiunta delle uova all’impasto che impreziosiscono questo buonissimo dolce rendendolo color oro.

La storia del dolce tipico veronese ci conduce fino alla Venezia rinascimentale. Si racconta, infatti, che in quell’epoca di grande ricchezza per la Città Ducale non fosse raro che i dolci venissero serviti ricoperti da foglie di oro zecchino. Ed è proprio Verona che - anche per merito dei pasticceri locali che trascorrevano spesso un periodo di formazione a Vienna, città famosa per la sua pasticceria - la produzione del pandoro si è affermata nel corso dell’Ottocento e espansa poi in tutta Italia.

I migliori pandori artigianali del 2020

Dissapore, famoso blog dedicato al cibo, oltre alla consueta classifica dei migliori panettoni che si ripete da tradizione di anno in anno, in questo 2020 ha lanciato anche la prima edizione della classifica del migliori pandori artigianali.

Come si legge sul blog "il pandoro artigianale deve essere impeccabile nella forma, nell’aspetto, nella consistenza, ma quello che lo rende unico è l’impronta del suo pasticcere: la sfida è far sì che zucchero burro e vaniglia non sappiano solo di zucchero, burro e vaniglia".

Premiate 13 prelibatezze con una classifica che va dal Nord, dove i pandori sono ossequiosi, quasi timidi, dorati e spumosi, al Sud dove li troviamo invece massicci, bruniti, burrosi e strabordanti: una linea gotica scavata dalla tradizione che fa del pandoro un lievitato ancora molto più regionale di quanto non sia il panettone. Al primo posto troviamo il pandoro di Vincenzo Tiri, famoso lievitista di Potenza.

La nota caratteristica, che farebbe riconoscere questo pandoro tra mille è il suo profumo appuntito dato dall’abbondante (e costosissimo) uso di vaniglia Thaiti, aggiunta non solo all’impasto ma anche al sacchettino dello zucchero preparato in pasticceria. L’altra qualità speciale di questo pandoro è l’uso di tre lieviti madre, uno arrivato da San Francisco per l’occasione.

Per conoscere la classifica completa clicca qui.

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