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Cosa fare e vedere a Poffabro, uno dei borghi più belli del Friuli Venezia Giulia

Poffabro è un suggestivo borgo che sorge a 525 metri di altitudine in Val Colvera, nelle Prealpi Carniche. Frazione del comune di Frisanco, è considerato uno dei borghi più belli del Friuli Venezia Giulia. Ecco cosa fare, vedere e mangiare se vi trovato nei dintorni

Foto lamagiafuoriporta.com

Poffabro, frazione del comune di Frisanco (provincia di Pordenone), è uno dei borghi più belli e assolutamente da non perdere del Friuli Venezia Giulia. Sorge a 525 metri di altitudine in Val Colvera, nelle Prealpi Carniche.

Un po' di storia

Come leggiamo su borghipiubelliditalia.it, risale al 1339 il primo documento in cui si parla di Poffabro. Ma fin dall’XI secolo nell’archivio parrocchiale viene riportato l’avvicendarsi di numerose generazioni. Il terremoto di maggio del 1976 lascia profonde ferite nell’abitato del borgo e in tutta la Val Colvera. Iniziano però da quella data, con la ricostruzione dei paesi, la riscoperta delle tradizioni e il recupero delle caratteristiche abitative e architettoniche della montagna friulana.

La fantasiosa architettura spontanea che sposa la pietra e il legno, intrecciandosi con le voci del bosco e il mormorio delle acque, costituisce il fascino di Poffabro. Le caratteristiche abitazioni in pietra arenaria e legno distribuite in lunghe schiere o nelle chiuse, bellissime corti circolari, si discostano poco da quelle del Cinque o Seicento. Un paesaggio che rivela un’umanità antica: le umili strade di campagna, le mulattiere, i sentieri montani, le stalle, le casere, i rifugi, gli abbeveratoi, i pozzi e tutte le opere che un tempo documentavano la fatica degli uomini ai margini del bosco o nelle sue radure più grandi.

Cosa vedere a Poffabro

Poffabro è, secondo il pittore Armando Pizzinato, l’esempio di architettura spontanea più razionale e fantasiosa delle nostre Prealpi. La sua “forza magica” sta nell’effetto incantatore delle pietre tagliate al vivo e dei balconi di legno, elementi architettonici schietti e austeri, che pure danno un senso di intimità e raccoglimento nelle corti racchiuse su se stesse, a cui si accede attraverso uno stretto arco, o nelle lunghe schiere di abitazioni di pianta cinque-seicentesca.

Nemmeno il terremoto del 1976 è riuscito a scalfire le case in pietra locale a tre o quattro piani, con i profondi ballatoi di legno a vista, caratterizzati dalle protezioni laterali sviluppate in verticale. Il bello del borgo sta proprio nella sua assenza di palazzi tronfi e signorili e nell’umile realtà di pilastri, scale, ballatoi e archi in sasso.

Importante la chiesa di San Nicolò con la sua maestosa facciata bianca delineata a fine Seicento e spesso oggetto di restauri e rifacimenti riportati con la massima precisione nei registri parrocchiali, a causa delle frequenti scosse di terremoto. Nei pressi del borgo si trova anche il santuario della Beata Vergine della Salute, eretto nel 1873 a Pian Delle Merie in pulite forme neoclassiche.

Cosa fare e mangiare a Poffabro

Tennis, passeggiate a piedi e in mountain bike, escursioni di diverso livello, arrampicate alpinistiche, palestra di roccia: sono tantissime le attività da provare a Poffabro. Dal borgo si diramano numerosi sentieri di montagna: passeggiate ed escursioni nei boschi sono alla portata di tutti. Il territorio del Comune rientra in parte nel Parco Regionale delle Dolomiti Friulane, ricco di straordinari paesaggi.

Il gruppo del Monte Raut è considerato dai botanici uno dei più ricchi di fiori, anche molto rari, in Italia. Da alcuni anni esiste anche un Parco comunale - quello delle grotte dei Landris - molto interessante per la flora e la fauna.

Una delle tante tradizioni del borgo è quella di realizzare durante il periodo di Natale tanti piccoli e caratteristici presepi sparsi per i vicoletti. Poffabro è infatti celebre anche grazie all’iniziativa “Poffabro presepe tra i presepi” nata nel 1997, che ha reso il borgo una meta turistica anche perché si trasforma in un fiabesco presepe a cielo aperto durante le feste.

La cucina è tradizionale e povera ma impreziosita da molte erbe aromatiche di montagna. Tipico è il frico, la brovada e muset e tutte le specialità di selvaggina. Ottimi gli insaccati e infine la pitina, tradizionale impasto di carne macinata e aromatizzata che viene conservata affumicata e può essere consumata cruda o cotta.

Altra caratteristica del luogo è la passione per l'artigianato: famose in questo senso le scarpeti di Poffabro, pantofoline in velluto lavorate a mano dagli ultimi artigiani. Oppure tanti piccoli oggetti realizzati in legno e in vimini.

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