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Lunedì, 27 Maggio 2024
Al circolo della stampa / Barriera Vecchia - Città Vecchia / Corso Italia, 13

Riflessioni per un'Europa diversa: l'evento dedicato a Trieste

Giovedì 9 maggio, alle ore 17 al Circolo della Stampa di corso Italia 13, la presentazione del libro “Quale Europa. Capire, discutere, scegliere” a cura di Elena Granaglia e Gloria Riva

TRIESTE - Giovedì 9 maggio, alle ore 17.00 al Circolo della Stampa di corso Italia 13, è in programma la presentazione del libro “Quale Europa. Capire, discutere, scegliere” (Donzelli, 2024) a cura di Elena Granaglia e Gloria Riva.

L’uscita del libro è accompagnata da un vero e proprio “Viaggio in Italia con la testa in Europa” che è partito il 4 aprile e terminerà il 7 giugno toccando oltre 70 luoghi in tutto il Paese. Il giro è iniziato in Calabria e sta toccando tutte le regioni italiane. Gli incontri sono organizzati da soggetti della cittadinanza attiva che in questi anni hanno costruito con il Forum Disuguaglianze e Diversità relazioni e collaborazioni e che con generosità ed entusiasmo danno vita alle tappe del viaggio. A Trieste sarà presentato giovedì 9 maggio alle ore 17.00 presso il Circolo della Stampa. Sarà presente Marco De Ponte, del coordinamento del Forum Disuguaglianze e Diversità e segretario generale di Actionaid, per approfondire il tema delle politiche migratorie. A partire dal capitolo “Migrazioni. Ribaltare il senso comune”, discuteranno con Marco De Ponte: Gianfranco Schiavone (Ics) e padre Giovanni La Manna (Caritas Trieste). Introdurranno e modereranno l’incontro Giovanni Carrosio, sociologo e docente presso l’Università degli Studi di Trieste, e Giovanna Del Giudice, psichiatra, presidente dell’associazione Copersamm-Conferenza per la Salute Mentale nel Mondo Franco Basaglia, che promuove la presentazione assieme al ForumDD.

L'Unione Europea

Tra il 6 e il 9 giugno in tutta Europa le urne saranno aperte per eleggere il nuovo Parlamento europeo. I partiti scaldano i motori: scelgono nomi, avanzano candidature, pensano tattiche. E i programmi? Il vento del nazionalismo e la diffusa resistenza a credere e battersi per una vera alternativa in quasi tutti i Paesi membri rischiano di condurre a proposte di scarso respiro, timide nell’affrontare le sfide della doppia transizione, digitale e ambientale; ambigue, al meglio, nei confronti dei migranti; inadeguate a contrastare il nuovo disordine mondiale, le guerre e anche le tante ingiustizie ereditate.

La strada da prendere per noi non è quella dell’indifferenza o dell’opposizione all’Ue. L’Unione europea può essere una risorsa preziosa per i destini del mondo, ancor più in questa fase di crescente disordine mondiale e di crescenti rischi per la pace. Non serve, però, una «Unione qualunque». Si sfidano oggi, e continueranno a sfidarsi dopo le elezioni, tre idee diverse di Europa: quella che ha governato gli ultimi cinque anni, che, pur compiendo passi in avanti in campo digitale, ambientale e di autonoma capacità di investimento, resta profondamente segnata dalla cultura neoliberista; quella conservatrice-autoritaria, che al neoliberismo cerca di affiancare nazionalismo e corporativismo, giocando «sociale» contro «ambientale», «noi» contro «loro»; e, poi, una terza idea, quella di un’Europa di giustizia sociale e ambientale e di pace. Quest’ultima è l’aspirazione del Forum Disuguaglianze e Diversità, che ha deciso di scendere in campo con questo volume, curato da Elena Granaglia e Gloria Riva e che raccoglie i contributi di numerosi autori e autrici interni o vicini al Forum Disuguaglianze e Diversità. Non è una discesa nell’arena elettorale. È l’offerta di alcuni tratti dell’Unione europea che servirebbe alla giustizia sociale e ambientale, un contributo informativo e di confronto, un metro per giudicare - prima e dopo le elezioni - programmi, partiti, candidature ed eletti, una bussola per il monitoraggio civico delle azioni che l’Unione realizzerà nella prossima legislatura, che porteremo in giro per l’Italia con presentazioni e dibattiti.

Il libro

L’Unione auspicata in questo libro è un luogo di promozione del welfare universale, non penalizzato dall’austerità; dove la conoscenza e i dati siano accessibili e a disposizione delle comunità; dove la trasformazione ecologica sia accelerata nell’interesse prima di tutto dei più vulnerabili per realizzare un modo più giusto di vita e di lavoro e dove politiche pubbliche e governo siano democratizzati. Un’Europa che prenda consapevolezza del proprio ruolo fondamentale nei processi migratori e che agisca come costruttore di cooperazione e pace. Al suo interno tredici contributi su alcuni dei temi più importanti per disegnare un’Europa di giustizia sociale e ambientale.

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