San Giusto: si celebra domani il patrono della città di Trieste

Si ricorda domani, 3 novembre, San Giusto, il martire cristiano diventato il patrono principale della città e della Diocesi di Trieste

Foto Giovanni Aiello

Giusto è stato un martire cristiano, venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Visse sotto gli imperatori Diocleziano e Massimiano a Trieste. Il Martirologio romano fissa il ricordo di san Giusto il 2 novembre; poiché lo stesso giorno ricorre la Commemorazione dei defunti, a Trieste la sollenità viene invece posticipata al giorno successivo, il 3 novembre, preceduta dalla tradizionale Veglia di San Giusto del 2 novembre, che si terrà anche quest'anno in Cattedrale alle ore 20.30 osservando tutte le norme di sicurezza per contrastare la diffusione del Covid-19.

San Giusto subì il martirio il 2 novembre dell’anno 303, durante la persecuzione di Diocleziano, ed è oggi il patrono principale della città e della Diocesi di Trieste.

Le celebrazioni

Martedì 3 novembre le celebrazioni avranno inizio alle ore 10.00, nel rispetto delle previste norme sanitarie. Si comincia con il solenne pontificale e si continua poi giovedì 5 novembre, alle ore 17.00, nella chiesa di Sant'Antonio Nuovo, con la celebrazione della santa messa per ricordare Pietro Addobbati, Erminio Bassa, Leonardo Manzi, Saverio Montano, Francesco Paglia, Antonio Zavadil, medaglie d’oro al merito civile caduti nei “fatti del novembre 1953”. A seguire, a cura della Lega Nazionale, si terrà la deposizione di una corona di alloro alla targa posta sotto il pronao della Chiesa stessa.

Un po' di storia

Il Martyrologium Hieronymianum (il più antico catalogo di martiri cristiani della Chiesa latina) riporta il giorno (ma non l'anno) della morte e attesta la devozione al santo in varie località dell'Africa. La passio (narrazione del processo e della morte), preservata in vari manoscritti medievali, data il martirio con precisione al 2 novembre ma per quanto riguarda l'anno i dati non sono univoci. L'ipotesi più probabile è che il martirio sia avvenuto nel 303, durante l'ultima persecuzione di Diocleziano e Massimiano.

Giusto, noto a Trieste per le sue opere ed elemosine, fu denunciato di empietà da alcuni suoi concittadini. Come si legge sul sito ufficiale della Diocesi di Trieste, secondo la passio, Mannacio, governatore di Trieste, fece arrestare Giusto e lo fece chiudere in carcere in quanto quest'ultimo si dichiarò cristiano senza alcun timore e si rifiutò di sacrificare agli dei. Appena Mannacio fu certo che Giusto non avrebbe mai rinnegato la propria fede, lo condannò alla pena capitale e ordinò che fosse annegato in mare. I soldati gli legarono mani e piedi con una fune, alla quale vennero assicurati dei pesi di piombo e lo portarono verso la riva del mare. Lo fecero salire su una barca e lo portarono al largo, poi lo gettarono in acqua: grazie ai pesi di piombo, il corpo non sarebbe più emerso. Ma, prima del tramonto, il corpo di Giusto fu miracolosamente trasportato sulla riva dalla corrente.

La tradizione triestina conservò memoria del luogo del martirio: le acque del golfo di Trieste al largo dell'odierno promontorio di Sant'Andrea. Il corpo di Giusto, inspiegabilmente sciolto dalle corde e dai pesi di cui era stato gravato, fu portato dalle onde sull'odierna Riva Grumula.

Durante la notte Sebastiano, un presbitero, ebbe una visione: il martire lo invitava ad andare sulla spiaggia per recuperare il suo corpo e dargli così degna sepoltura. Sebastiano si alzò subito e insieme ai fedeli radunati andarono a cercare sulla spiaggia il corpo di Giusto. Trovatolo, lo seppellirono di nascosto nel cimitero che si trovava non lontano dalla spiaggia. Nel V secolo la comunità cristiana di Trieste edificò una basilica martiriale, i cui resti sono ancora visibili oggi nella così chiamata “basilica paleocristiana” di via Madonna del Mare. Già nel X secolo le reliquie di san Giusto furono traslate sul colle di San Giusto, sede della cattedrale a lui intitolata.

Trieste sacra, la Cattedrale di San Giusto

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