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Abbonamenti gratuiti per studenti all'opera, rischio noia: puntare sulle operette

Che portare le nuove generazioni verso gli spettacoli teatrali di un certo impegno è una cosa sicuramente da lodare, ma sarà il modo giusto quello che è stato deciso dal nostro Comune con il mettere a disposizione 150 abbonamenti addirittura con spettacoli come quelli dell’Opera lirica ?

Io sono un padre con esperinza sia per quanto riguarda questa difficile mansione,(questo lo sono un pò tutti i papà.......)  e sia per quello che ho potuto apprendere nella carriera d’istruttore in una scuola professionale e anche come rapprentante di classe di mio figlio per ben undici anni consecutivi.(tre anni delle elementari, tre delle medie e cinque delle superiori)

Posso affermare pur non avendo una grandissima cultura operettistica, che non so fino a che punto uno studente, che non ha mai avuto un approccio con il mondo dello spettacolo che io definisco “impegnativo”, possa far apprezzare e aiutare ad amare questo tipo di rappresentazioni che implicano una conoscenza notevole dell’argomento trattato.(questo se si vuole sia capire che apprezzare quello che si vede e si sente)

Io sono consapevole che di opere ne ho viste ben poche ma alle spalle, fin dall’età adolescenziale, frequentavo anche se non assiduamente sia commedie che un genere più facile da comprendere quali sono le Operette.(non meno impegnative per chi le interpreta e per chi ne fa la regia)

Penso che tale scelta fatta da un personaggio come il nostro primo cittadino possa essere anche accettabile data la sua inesperienza a tale tipo di spettacoli (almeno secondo quanto letto), ma che un sovraintendente del Verdi non sappia che mettere un ragazzo, che sia questi delle medie o dellesuperiori davanti ad un opera,penso sia veramente difficile per lui non annoiarsi perchè anche se gli venisse fornito il libretto, sarebbe comunque molta la difficoltà che avrebbe nell’interpretare in modo esaustivo sia i dialoghi che la musica.

Premetto che non mi ritengo una persona afferrata in materia, ma credo conoscendo i nostri ragazzi, che sarebbe più opportuno che venissero accompagnati per mano con un crescendo di difficoltà interpretative, portandoli a vedere prima le operette, che sicuramente sono di più facile ascolto e interpretazione, e perchè nò un domani se stimolati in modo corretto potranno da soli avvicinarsi spontaneamente alle opere vere e proprie.(con questo non voglio assolutamente dire che l’operetta che io amo sia uno spettacolo frivolo, anzi lo ritengo alla pari delle opere come qualità, ma solamente di un più facile ascolto da parte di un pubblico in questo caso neofita)

Questo mio parere è personale e spero sia tenuto in considerazione per un futuro e possibile ritorno di uno spettacolo che a me a permesso d’amarlo e capirlo da subito e per questo motivo di poter dopo anche saper apprezzare un’opera, che altrimenti non avrei saputo assolutamente capire.(e quella volta non c’erano mille altre attrattive che ci tenevano lontano dai teatri come adesso)

Paolo Fabricci

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