Foibe e esodo, Chiavegatti «crimini dei comunisti titani e italiani»

Chiavegatti : I crimini dei comunisti titini e italiani: le foibe e l'esodo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

"Qua no se Pol viver!"

(...) Agli inizi del maggio 1945 i reparti partigiani jugoslavi comunisti di Tito occuparono Trieste (che però dovettero abbandonare circa 40 giorni dopo), Fiume e quasi tutta l'Istria, mentre Lubiana e Zagabria, le capitali rispettivamente della Slovenia e della Croazia, erano ancora in mano tedesca. Lo scopo era realizzare un'annessione di fatto di questi territori contestati (mentre ovviamente nessuno poteva contestare l'appartenenza di Lubiana e Zagabria alla Jugoslavia ).

L'occupazione si tradusse immediatamente in una durissima repressione contro ogni forma di dissenso e qui si inserisce la questione Foibe. Qui occorre precisare che il termine foibe ha assunto ormai, al di là del suo significato letterale che indica, come è noto, una depressione del terreno a forma di imbuto, (tipica delle zone carsiche ), una valenza simbolica ed è usato comunemente in senso generale per indicare le eliminazioni fisiche, i massacri e le persecuzioni avvenuti ai confini orientali nel periodo 1943-1945 (ma la data finale andrebbe spostata in avanti di qualche anno) ad opera dei partigiani titoisti jugoslavi.

Nella categoria degli "infoibati" vanno quindi incluse tutte le vittime del terrore, ossia, oltre agli infoibati veri e propri fatti precipitare nelle foibe carsiche e anche nelle numerose cave di bauxite sparse per tutta l'Istria, anche le numerose vittime annegate in mare, come a Zara, fucilate o uccise in vario modo.

Il nesso tra foibe ed esodo è quindi evidente ed è essenziale per capire la tragedia vissuta dalle popolazioni della Venezia Giulia : la repressione - che in Istria, a Trieste, nel Goriziano, a Fiume e a Zara, dal 1943 al 1948 e anni seguenti, colpisce soprattutto (ma non soltanto) la popolazione italiana - è la premessa dell'esodo del 90% della popolazione italiana, che ha avuto come conseguenza uno stravolgimento etnico di quelle terre e segna una cesura storica senza precedenti.

Agli Italiani delle terre occupate della Jugoslavia e poi ad essa cedute col Trattato di Pace del 10 febbraio 1947, fu data la possibilità di optare per l'Italia o per la Jugoslavia; gli optanti per l'Italia poterono espatriare con il consenso delle autorità Jugoslave. Molte domande di opzione furono accolte tardivamente dopo ripetute istanze e, questo spiega il protrarsi dell 'esodo per parecchi anni. Altre infine furono respinte. L'atteggiamento delle autorità comuniste dell'epoca nei confronti dell'esodo (lo favorirono o cercarono invece di ostacolarlo? ) non è stato ancora chiarito e attende uno studio approfondito.

Già a partire dai primi anni cinquanta, però, le cose andarono migliorando: il popolo dell'esodo dette una grande prova di civiltà e di abnegazione, inserendosi progressivamente in modo stabile nella società ITALIANA ..............

"Qua no se Pol viver! "

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