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PARCO DEL MARE SARA' LA VOLTA BUONA NEL 2018?

Giorni fa ho appreso dalle pagine del giornale locale che sono stati stanziati dei fondi per il rifacimento delle vasche del nostro acquario e anche per il metodo di pompaggio dell’acqua di mare nelle stesse. Questa notizia che verrebbe sicuramente accolta positivamente da tutti, (investire una sostanziale somma per ristrutturarlo è sicuramente un idea valida ai fini turistici ma....) ha destato in me una profondo malumore in quanto essendo un grande sostenitore del Parco del mare l’ho interpretata come un definitivo e alquanto silenzioso insabbiamento di tale progetto. (che scopo mettere mano a quel manufatto se si sta progettando la costruzione di uno che a confronto di questo e come quello tra un topo e un elefante?) Il detto che a Trieste imperversa il “No’ se pol” ormai mi aveva invaso la mente quando proprio l’altro ieri (quando scrivo siamo venerdì 22 dicembre) la nostra emittente locale Telequattro propone un intervista fatta al nostro Sindaco e a Paoletti dove entrambi confermano in maniera categorica che tale progetto è in essere e che i lavori per il Parco del Mare inizieranno il prossimo anno. Questa notizia ha immediatamente ridestato in me un’altra frase che molto tempo fa avevo coniato per un mio book d’articoli scritti per il mio 60° compleanno e cioè: “Se se vol se pol e nò xe sempre vero che nò se pol, basta volerlo”, e questa notizia devo essere sincero mi ha confortato veramente alla pari di quelle che in questo momento storico appaiono sui media locali. Che il 2018 sia l’anno della svolta per la nostra città? Sarebbe effettivamente bello anche perchè molti degli edifici che per molti anni sono rimasti invenduti e in completo degrado ora sembra che interessino molti compratori soprattutto austriaci che ritengono la nostra città potenzialmente attraente a livello turistico tanto che hanno acquistato o stanno per acquistare molti palazzi e aree cittadine.(ex RAS, ex Fiera di Montebello e pare anche il bellissimo palazzo delle Ferrovie) Non so se questo interesse sia anche dettato non solo da quello economico ma anche da un legame indissolubile che Trieste ha con l’Austria, (seicento anni di fedeltà non sono pochi...) ma va bene così in quanto c’è ancora tanto d’acquistare e se non lo vuol fare l’imprenditoria nazionale ben venga che lo faccia chiunque abbia voglia d’investire per il bene della nostra città. Concludo con l’augurio che la coppia Dipiazza-Paoletti porti a buon fine questo progetto e che si continui per questa strada al fine di far rivivere la nostra città ora che tutti, anche quelli più scettici di allora, l’hanno riscoperta come turistica dalle bellezze impareggiabili. Fabricci Paolo

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