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"Consigliere comunale discutibile" la critica di un lettore al capogruppo di Fratelli D'Italia

Erano ormai anni che il consigliere comunale Salvatore Porro non usciva con delle sparate tutte per me molto discutibili e la cosa mi preoccupava alquanto, ma quando stavo incominciando a credere che qualche opera divina avesse intercesso a suo favore. Ahimè ecco che ci risiamo e questa volta anche di una certa pericolosa portata. Tutti diranno: ma cosa può essere successo di così grave? Ebbene penso che nulla di più grave in questo momento, quando la pandemia che ci ha travolti e quando le innumerevoli vite che questa ha portato con se hanno segnato quelle di moltissime persone a loro vicine, è l'istigare il clero a ribellarsi alle disposizioni sanitarie comportandosi in maniera del tutto incosciente.

Penso che sia alquanto grave che coloro che sono preposti seguendo le indicazioni sanitarie a offrire la particola del santissimo sacramento alle persone presenti alle funzioni religiose muniti di mascherina, guanti e pinzette al fine di evitare qualsiasi tipo di contagio, vengano incitati dal signor Porro, senza che questi abbia alcuna cognizione scientifica in materia, a far eseguire tale operazione senza le adeguate misure di sicurezza preposte. Vorrei inoltre precisare che molto spesso coloro che frequentano assiduamente tali funzioni religiose sono per lo più persone anziane e di conseguenza più fragili e questo penso sia di dominio pubblico che sono proprio loro le vittime più numerose appunto di questa pandemia.

Ricordo comunque, per chi non ne fosse a conoscenza di altre due piccole chicche a suo riguardo: la prima è relativa a lavori del tutto superflui fatti nel Santuario di Monte Grisa e da lui calorosamente approvati pur sapendo che questi non avevano alcuna copertura finanziaria, la seconda e questa è di pura e minima conoscenza storica quando qualche anno fa rilasciava al nostro giornale una dichiarazione dove affermava che finalmente alla fine del primo conflitto mondiale Trieste ritornava alla patria, cosa che penso anche un ragazzo delle scuole secondarie sa che Trieste prima del 1918 non è mai stata italiana.

Concludo questa mio scritto sperando che tutti indistintamente capiscano la gravità della situazione che stiamo vivendo, che abbiano perlomeno un po' di rispetto per gli altri esseri viventi e che pur divertendosi e tornando a fare la vita di sempre si ricordino che molte persone questa vita non la potranno fare più perchè l'hanno persa per cercare di salvare quella degli altri e a loro e a tutti gli altri operatori deve andare, oltre che un segno di vera gratitudine anche quello di cercare il più possibile di seguire quei comportamenti atti a rispettare quelle regole che forse ci permetteranno di non dover ricominciare questo doloroso e drammatico cammino fatto fino adesso.

Fabricci Paolo

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