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"Trieste Estate 2020, una vera delusione", lo sfogo di un lettore

Vorrei cortesemente rivolgere questo mio scritto all'assessore Giorgio Rossi quale competente per la provincia di Trieste della cultura e degli spettacoli. L'argomento è naturalmente quello relativo a Trieste Estate2020. So benissimo che la pandemia che ci ha travolto ha mutato tantissimi scenari della vita quotidiana, ma non mi sarei aspettato che quello relativo agli spettacoli avesse subito un vero e proprio tsunami, visto che in altre città della regione questo non si è verificato in maniera così imponente.

Premetto che quello che sto per descrivere è frutto di quello che ho letto nel programma appunto dell'estate cittadina proposto dal Comune e sinceramente la cosa mi ha deluso fortemente. Molti penseranno che è logico e normale che dopo un simile periodo tutto quello che trattava questo argomento fosse rivisto ma addirittura ridurre drasticamente ogni tipo di rappresentazioni, sia al chiuso che all'aperto, mi sembra proprio un'esagerazione, visto che la cosiddetta movida e la balneazione pubblica non hanno subito certamente significanti restrizioni (per credere vedere Barcola e locali cittadini dove le aggregazioni non sono di certo mancate).

Penso francamente che se qualche problema per i posti al chiuso poteva sussistere, per quelli da gestire all'aperto, attrezzandoli in maniera adeguata a tale scopo, non li avrebbe di certo creati in quanto non occorreva neanche andare a cercare visto che erano stati più volte già utilizzati nelle scorse estati. A questa situazione non bisogna dimenticare che va aggiunta quella degli attori, cantanti sia di musica leggera che di bel canto, orchestre e show man autoctoni che sarebbero stati pronti a scendere in campo soprattutto dopo questo lungo periodo di esibizioni sì via web, ma di completa assenza di contatto con il loro vero pubblico.

La città sta riprendendo i suoi ritmi normali e fa sicuramente piacere sapere che il nostro amato Teatro Verdi possa proporre nuovamente dei concerti di musica classica, ma non si vive di solo questo e credo abbiamo bisogno anche di altro, soprattutto se vogliamo dare un qualcosa di attrattivo non solo per tutti quelli che questo anno in ferie non andranno, ma soprattutto per quei turisti che, oltre ammirare la nostra meravigliosa città, la sera vogliono trovare anche qualcosa in più.

Concludo con la speranza, signor assessore, di poterli rivedere ricalcare le scene il prima possibile anche perché se vogliamo dirlo, economicamente sono già stati penalizzati sufficientemente e questo senza parlare della cosa a cui penso un' artista tenga di più: potersi nuovamente esibire tra il calore del suo pubblico che per lui è, e sarà, sempre la sua principale linfa vitale.

Fabricci Paolo

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