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Una meravigliosa lezione di triestinita' con lo spettacolo “ Un valzer per Sissi” al Rossetti

Riceviamo e pubblichiamo il commento di Paolo Fabricci

Molte volte in passato avevo proposto agli addetti ai lavori di fare uno spettacolo che inneggiasse alla triestinità nel suo complesso non solo utilizzando il nostro meraviglioso dialetto ma anche riproponendo le tante stupende canzoni dialettali che spesso raccontano la storia della nostra città. Questa mia richiesta fino adesso è stata in parte disattesa fino allo scorso lunedi quando ho potuto assistere allo spettacolo "Un valzer per Sissi". Che dire, un cast di tutto rispetto ha accompagnato gli spettatori tramite una lezione di storia tipicamente nostrana raccontando passo a passo quella degli Asburgo che è in gran parte la storia della nostra città, con un  purpuri di dialoghi curati dalla regina del dialetto l'amata e unica Ariella Reggio abilmente supportata da un grande Julian Sgherla intercalando il tutto con un'altra anima della nostra città qual' è l'operetta questa volta proposta da un trittico composto dalle splendide voci di Andrea Binetti e Gisella Sanvitale coadiuvate dal sempre presente coro dei "Madrigalisti di Trieste".

Ad accompagnare tutto questo, oltre ai Cameristi Triestini diretti dal bravissimo maestro Fabio Nossal, il Circolo Triestino della Società di Danza diretto da Carla Collina che ha allietato gli spettatori esibendosi con valzer e polke tutte rigorosamente in abiti d'epoca. Infine come chicca vera e propria dello spettacolo, che ha giustamente suscitato grande emozione tra il pubblico presente, si è esibito il Coro delle voci bianche dell'Istituto Comprensivo Divisione Julia che ha proposto una serie delle più famose canzoni triestine. Il teatro Rossetti, che ha ospitato la manifestazione, era pressoché gremito in ogni suo posto e questo fa ben sperare sia per gli argomenti trattati (storia, canzoni e dialetto locale) e sia per il grande amore che ha la nostra città per l'Operetta che è sempre più viva ed è proprio per questo che vorrei concludere con un: Viva l'Operetta e Viva Trieste. 

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Commenti (3)

  • Né austriacanti né irredentisti, l'operetta e il walzer piacciono a tutti, triestini e non triestini di nascita, italiani e non italiani. Per chi non la conoscesse, consiglio l'unica operetta senza happy end: l'italianissima "Addio Giovinezza" (versi di Alessandro De Stefani, musica di Giuseppe Pietri) del 1915. I grandi musicisti delle operette più famose, a parte Strauss, sono stati Lehár e Kálmán, entrambi nati in Ungheria.

  • meno male che i triestini che hanno servito nel Regio Esercito erano una minoranza rispetto ai tanti che hanno servito nell'Imperial Regio Esercito. In ogni caso le musiche di Strauss o Von Suppè oppure operette fanno fa parte della triestinità.

  • Non "una meravigliosa lezione di triestinità" ma "un'anacronistica lezione di austriacantità". A distanza di un secolo dal coronamento della secolare lotta per scrollarci di dosso l'odioso giogo straniero tocca ancora leggere queste cose. Poveri triestini morti con il Regio Esercito italiano nella grande guerra!

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